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Ago 01

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SU GUTTUREDDU

Lezione di permacultura

Si è conclusa la sesta edizione della Mostra e Mercatino dei Saperi e dell’artigianato locale che si è tenuta il 16 giugno in via Vittorio Veneto, 10 a Serramanna. L’Associazione Utopia ha replicato anche quest’anno, per tutto il giorno la mostra nella cornice dell’antico cortile campidanese in “imperdau” nella casa in terra cruda.

LA PRESENTAZIONE DELL’EVENTO:

DALLA CARDATURA DELLA LANA, ALLA FILATURA MANUALE, DALLE TINTURE NATURALI CON PIANTE LOCALI ALLE TESSITURE TRADIZIONALI E A QUELLE INNOVATIVE, DAI MATTONI DI TERRA CRUDA TRADIZIONALI (SU LADIRI), AI SUOI FORMATI INNOVATIVI, ALLE TERRACOTTE, AI SAPONI ARTIGIANALI, AGLI INTRECCI, ALL’ETNOSARTORIA, GLI ARTIGIANI DETENTORI DI SAPERI SPESSO ANTICHISSIMI, SI SNODANO TRA UN ALBERO ED UN CESPUGLIO FIORITO: GLI ESEMPI DI QUESTI SAPERI, RISULTANO OGGI PREZIOSI PER PROPORRE IDENTITA’, ECONOMIE, STILI, DESIGNER VERAMENTE SOSTENIBILI E CONTEMPORANEI NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE E DELLE RADICI CULTURALI.
NON E’ MANCATA, ANCHE IN QUESTA EDIZIONE, LA RASSEGNA “A.R.T.” CHE INTRECCIA-ARTI, RETI, TERRITORI, E TOCCA LA FOTOGRAFIA, CON UNA MOSTRA STRAORDINARIA DI SCATTI DI IVO PIRISI ALLE 15 “JANAS” DELLO SPETTACOLO DI STRADA “SEMJAI” A SAN SPERATE, UNA PICCOLA MOSTRA DI COSTUMI SURREALISTI DI EMILIO ORTU LIETO PER IL TEATRO ELISEO A ROMA, LE ULTIME SCULTURE-BESTIARIO DI MARIANO CORDA, CHE SONO STATE “SUONATE E PERCOSSE” DA ANTONELLO SCRAMONCIN, GLI INTERVENTI MUSICALI CANORI OCCASIONALI MEDIOEVALI DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE SIVILLER, LE SPERIMENTAZIONI TESSILI DI VERONICA USULA. SOLO LA MATTINA TORE PORTA HA TENUTO UN LABORATORIO DI ORTICOLTURA PENSILE

Siamo andati per voi ed è stato molto piacevole come sempre, fermarsi a parlare con gli artigiani, ammirare i loro manufatti, ascoltare il coro medievale che ha intonato antiche canzoni e assaggiare gli ottimi dolci sardi che venivano offerti nelle grandi ceste.

Il padrone di casa,Emilio Ortu Lieto è un esperto costumista e tintore e ha esposto una mostra fotografica dei suoi meravigliosi e fantasiosi abiti di scena.

Ecco la testimonianza di alcuni di loro

Mastro cestaio, sig.Giorgio Serrenti da Sanluri:

Ho iniziato a fare cestini da dieci anni, da quando sono andato in pensione.

Un giorno ho avuto la necessità di comprare un cestino per andare a cercare funghi e mi sono ricordato che un mio zio li sapeva fare e così mi ha mostrato come fare. Ma poi l’ho finito io perchè a casa mia, quando ero piccolo, si facevano tutti i giorni, quindi ricordavo tutto.

Uso vari materiali per farli, dipende anche dalla stagione, olivastro, olmo, eilirea, carruba selvatica, canna, in questo periodo, che non trovo altro, uso la sibiqua.

La mia esperienza come cestaio mi ha dato tre cose

  1. E’ salutare perchè permette di uscire in campagna e camminare per la ricerca dei materiali
  2. E’ uno scacciapensieri, perchè quando lavoro a un cestino non penso ad altro
  3. Ben venga se si può vendere per arrotondare la pensione, anche se fatto come mestiere non è ripagato, ma è comunque un hobby che dà molta soddisfazione.

Signora Ercola Maccioni di Serramanna, diplomata riflessologa e operatore olistico, impaglia le sedie, ricama e incide il vetro.

Da circa sette anni impaglio le sedie, le restauro e le ridipingo con motivi sardi, come la pavoncella. da sei anni incido il vetro come bottiglie, tazzine da caffè, piattini.

Da un anno a questa parte mi sono iscritta al ballo sardo e mi sono fatta io gli scialli, li ho ricamati disegnando i fiori di campo.

Sono un’ex dipendente regionale e mi piace imparare sempre nuove cose.

Sig. Tore Porta, di Gonnostramatza, pemacultura e orto sinergico

Sono un agricoltore da quando ero piccolo e dal 2010 ho iniziato ad occuparmi di orto sinergico.

I risultati dipendono dalle aspettative, il paragone non può essere fatto con l’agricoltura classica, dal punto di vista dell’economia e del guadagno, questo è antieconomico, mentre dal punto di vista della natura, la rispetta al cento per cento. Non si lavora il terreno, non si usa nulla di chimico, neanche il letame, per chi vuole un cibo naturale, questo è il massimo.

Il terreno si lavora una sola volta e mai più, deve essere sempre coperto di paglia e non si smuovono mai le radici. In un metro quadro, ci stanno fino a 50 piantine. Qui ad esempio, abbiamo piantato pomodori, cipolle, aglio, basilico perenne, sedano selvatico e sono tutte in sinergia, vivono meglio associate tra loro. Pianteremo poi lattughe, fagiolini e zucchine.

Abbiamo coperto di paglia e abbiamo costruito un pinnacolo con le canne per poter coprire con foglie, crescono meglio se hanno mezz’ombra.

Tutto intorno abbiamo piantato la citronella, per difendere le piantine dall’agressività degli insetti e poi nasturzi, tagete e calendula che sono degli antiparassitari naturali.

In genere in tre settimane sono già cresciute.

Per concludere due chiacchiere con il padrone di casa, Emilio Ortu Lieto

Com’è andata questa giornata e quali sono le tue impressioni a caldo nella sesta edizione della manifestazione?

Trovo che chi ha partecipato al mercatino abbia dimostrato un grande entusiasmo e siamo tutti davvero contenti, ci sono stati dei momenti di novità che hanno abbracciato l’arte, e stiamo sviluppando una rete di territori che individua i saperi artigiani da salvaguardare.

Per quanto riguarda il paese, c’è una piccola crescita della consapevolezza, l’obiettivo era infatti cionvolgere questo paese con un discorso di identità e risorse. Devo però constatare che abbiamo raggiunto questo obiettivo a Cagliari e zone limitrofe, da dove arrivano maggiormente i nostri visitatori.

In generale penso che, a parte qualche bell’esempio nel nuorese e qualcuno sparso qua e là, la Sardegna stia sbagliando tutto, la gente è ben lontana dal capire quali siano le risorse del territorio. Forse perchè si è affidata per troppi anni a una classe politica troppo ignorante che li ha privati di quello spirito critico e di quella forza e curiosità, di energia e di entusiasmo, di cui invece avrebbero avuto bisogno.

La Sardegna è sempre più isolata e sempre più staccata dalla realtà, sempre meno cosciente. Penso addirittura che negli anni settanta ci fosse molta più coscienza rispetto ad oggi.

Posso sembrare un pessimista ma sono anche uno che lotta e nel mio piccolo faccio tutto quello che posso per migliorare le cose.

L’unica soluzione secondo me è che arrivi dal basso una forte coscienza al cambiamento.

 

SU GUTTUREDDU–THE ALLEY

The sixth edition of the Exhibition and Market of Knowledge and local craftsmanship ended on June 16th in Via Vittorio Veneto, 10 in Serramanna. The Utopia Association has also repeated this year, for the whole day the exhibition in the frame of the ancient Campidanese courtyard in “imperdau” in the raw earth house.

THE PRESENTATION OF THE EVENT:

FROM WOOLEN CARDING, TO MANUAL SPINNING, FROM NATURAL DYES WITH LOCAL PLANTS TO TRADITIONAL AND INNOVATIVE TEXTURES, FROM TRADITIONAL RAW LANDSCAPES (ON LADIRI), ITS INNOVATIVE FORMATS, TERRACOTTE, ARTISAN SOAPS, WEAVES, ALL ‘ ETNOSARTORIA, THE ARTISANS IN THE FIELD OF KNOWLEDGES OFTEN ANTICHISSIMES, BETWEEN A TREE AND A FLOWERY BUSH CULTURAL ROOTS.
IT IS NOT MISSED, EVEN IN THIS EDITION, THE “ART” REVIEW THAT ENTRANCES-ARTS, NETWORKS, TERRITORIES, AND TOUCHES PHOTOGRAPHY, WITH AN EXTRAORDINARY EXHIBITION OF SCREENS OF IVO PIRISI AT 15 “JANAS” OF THE “SEMJAI” STREET SHOW IN SAN SPERATE, A SMALL EXHIBITION OF SURREALIST COSTUMES OF EMILIO ORTU LIETO FOR THE ELISEO THEATER IN ROME, THE LATEST BESTIARY SCULPTURES OF MARIANO CORDA, WHICH HAVE BEEN “PLAYED AND SEIZED” BY ANTONELLO SCRAMONCIN, THE MUSICAL INTERESTS OF OCCASIONAL MEDIOEVAL DOGS SIVILLER CULTURAL ASSOCIATION, THE TEXTILE EXPERIMENTATIONS OF VERONICA USULA. ONLY THE DOOR MORNING TORE HAS HOLDED A WALL-MOUNTED HORTICULTURE LABORATORY

We went for you and it was very pleasant as always, stop to talk with the artisans, admire their artifacts, listen to the medieval choir that sang ancient songs and taste the excellent Sardinian desserts that were offered in large baskets.

The landlord, Emilio Ortu Lieto is an expert costume designer and dyer and has exhibited a photographic exhibition of his wonderful and imaginative costumes.

Here is the testimony of some of them

Master basket maker, Mr. Giorgio Serrenti from Sanluri:

I started making baskets for ten years, since I retired

One day I needed to buy a basket to go and look for mushrooms and I remembered that an uncle of mine knew how to do them and so he showed me how to do it. But then I finished it because at home, when I was little, they did it every day, so I remembered everything.

I use various materials to make them, it also depends on the season, olive, elm, eilirea, wild carob, cane, in this period, which I can find nothing else, I use the sibiqua

My experience as a basket maker gave me three things

  1. It is healthy because it allows you to go out in the countryside and walk around looking for materials
  2. It’s a joke, because when I work at a basket I don’t think of anything else
  3. It should be well if you can sell to supplement your pension, even if done as a job, it is not repaid, but it is a hobby that gives a lot of satisfaction

Mrs. Ercola Maccioni from Serramanna, a reflexology graduate and holistic operator, stuffs chairs, embroider and engraves glass.

For about seven years I have been stuffing the chairs, the restorations and repainting them with Sardinian motifs, such as the lapwing. I have been engraving glass for six years as bottles, coffee cups, saucers

For the past year I have enrolled at the Sardinian dance and I made myself the shawls, I embroidered them drawing the wildflowers.

I am a former regional employee and I always like to learn new things.

Mr. Tore Porta, from Gonnostramatza, pemaculture and synergistic vegetable garden

I have been a farmer since I was a child and since 2010 I started working on a synergic vegetable garden.

The results depend on the expectations, the comparison cannot be made with classical agriculture, from the point of view of the economy and of the gain, this is uneconomical, while from the point of view of nature, it respects it one hundred percent. You don’t work the soil, you don’t use anything chemical, not even manure, for those who want natural food, this is the maximum

The soil is worked only once and never again, it must always be covered with straw and the roots never move. In one square meter, there are up to 50 seedlings. Here, for example, we planted tomatoes, onions, garlic, perennial basil, wild celery and are all in synergy, living better associated with each other. Then we will plant lettuces, green beans and courgettes

We covered with straw and we built a pinnacle with canes to cover with leaves, they grow better if they have half shade.

All around we planted citronella, to defend the plants from the aggressiveness of insects and then nasturtiums, marigolds and marigold that are natural pesticides

Usually in three weeks they have already grown.

To conclude a chat with the landlord, Emilio Ortu Lieto

How did this day go and what are your hot impressions in the sixth edition of the event?

I find that those who participated in the market have shown great enthusiasm and we are all really happy, there have been moments of novelty that have embraced art, and we are developing a network of territories that identifies the artisan knowledge to be safeguarded.

As far as the country is concerned, there is a small increase in awareness, the objective was in fact to revolutionize this country with a discourse of identity and resources. However, I must note that we have achieved this goal in Cagliari and neighboring areas, where our visitors come most from.

In general I think that, apart from some fine examples in the Nuoro area and some scattered here and there, Sardinia is doing everything wrong, people are far from understanding what the territory’s resources are. Perhaps because it has relied for too many years on an overly ignorant political class that has deprived them of that critical spirit and of that strength and curiosity, of energy and enthusiasm, which they would have needed instead.

Sardinia is increasingly isolated and increasingly detached from reality, less and less conscious. I even think that in the seventies there was much more awareness than today.

I may seem a pessimist but I am also a struggler and in my small way I do everything I can to improve things.

The only solution in my opinion is that a strong conscience to change comes from below.

La locandina della prima edizione dell’evento

Permalink link a questo articolo: https://www.artskyintheroom.com/su-guttureddu

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