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Lug 01

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Paolo zucca e L’Uomo che Comprò la Luna

la locandina del film

il regista Paolo Zucca

E’ Partito quasi in sordina nelle sale sarde e ha avuto da subito un ottimo seguito e tanto entusiasmo da parte del pubblico, c’è chi l’ha già visto dieci volte, L’UOMO CHE COMPRO’ LA LUNA di Paolo Zucca, regista e sceneggiatore insieme a Geppi Cucciari e Barbara Alberti. Una commedia divertente, fantasiosa e poetica che ci porta in terra sarda alla ricerca del prorietario della luna. Un cast di grandi attori come Benito Urgu, Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Lazar Ristowsky e Angela Molina. Dai primi di maggio è in programma nelle sale italiane e il suo successo continua.

Abbiamo fatto una chiacchierata con il regista Paolo Zucca per conoscere il “dietro le quinte” di questa interessate produzione

Complimenti per il successo del film, hai scritto la sceneggiatura con due donne notoriamente argute come Geppi Cucciari e Barbara Alberti, ci vuoi raccontare com’è andata?

Si, in realtà avevo scritto questa storia da più di 15 anni, con Barbara (Alberti) avevo a suo tempo già scritto “L’Arbitro” e suo marito è il produttore, ci lega un bel rapporto d’amicizia e quando vado a Roma sono spesso loro ospite. Così un giorno le ho fatto leggere la storia del film e insieme abbiamo deciso di apportare delle modifiche. Abbiamo coinvolto anche Geppi Cucciari, così, mentre io sono tornato in Sardegna, loro collaboravano da Roma e mi mandavano le varie modifiche. Molte di queste sono state cestinate perchè irrealizzabili, finchè siamo arrivati alla versione definitiva. Molte scene abbiamo potuto farle solo grazie alla tecnologia di oggi, di sicuro non avremmo potuto 15 anni fa.

Hai diretto due bravissimi attori come Jacopo Cullin e Benito Urgu, quanto hanno contribuito alla riuscita del film?

Direi che gli attori hanno avuto un ruolo gigantesco per la riuscita del film.

Jacopo, anche personalmente è molto simpatico, è facile lavorare con lui perchè è un grande professionista, all’americana, direi, cioè realizza in un secondo tutto quello che gli chiedi, secondo me diventerà una Star. Benito è già una Star, lo conosciamo tutti, nel suo caso ho dovuto arginare la sua verve comica, perchè ha un ruolo drammatico e lui ci ha lavorato molto, anche soffrendo, mi ha detto che le scene gli ricordavano la sua infanzia e in pratica ha impersonato suo padre.

E’ una commedia divertente ma trasmette anche dei messaggi importanti, ad esempio il fatto di vergognarci della nostra “sardità” e il vedere i problemi anche dal punto di vista degli altri

Si, fa riflettere su quali siano i capisaldi della cosiddetta “sardità”. Da un lato c’è il complesso d’inferiorità, credo ormai riferito agli anni passati, che ci faceva vergognare di essere sardi e ci portava a liberarci da quello che ci identificava, come la lingua, gli atteggiamenti ecc. Dall’altro invece c’è il “complesso di superiorità”, che in una certa percentuale abbiamo oggi, che ci fa dire che la Sardegna è la più bella, nulla come le spiagge sarde, nulla come il cibo sardo e così via. Mi viene molto difficile, invece, mettermi nell’ottica degli altri perchè nel film sono gli americani che cercano chi vende la luna ed è una lotta nella quale loro usano le armi e noi la poesia

Il mio sguardo va anche inevitabilmente alla realtà odierna, con le esercitazioni militari che distruggono le coste e rendono la nostra isola un “paradiso inquinato”. E’ lo sguardo di chi subisce un abuso e onestamente non vorrei consegnare questo mondo a mia figlia.

Ti saresti aspettato questo successo?

Si, speravo di avere buoni risultati ma questo entusiasmo travolgente ci ha stupiti tutti. Ora stiamo continuando il tour in nord Italia, abbiamo staccato sin’ora 90.000 biglietti. Per una produzione piccola come la nostra è un grande risultato, andremo anche in America e ci stiamo godendo questo successo.

Hai già in mente un nuovo progetto?

Si, sarà di sicuro un film, per scaramanzia non ne parlo ancora. Di certo le sceneggiature hanno un alto tasso di “mortalità” perchè se dapprima sembra che vadano bene, poi magari si bloccano per anni a causa di tutta una serie di motivi…

Sono comunque molto ottimista riguardo il futuro, state in campana, sentirete presto parlare di noi

Jacopo Cullin, Benito Urgu e Paolo Zucca
Benito Urgu in una scena del film
Jacopo Cullin in una scena del film

Paolo zucca and The Man who Bought the Moon

It started almost quietly in the Sardinian halls and immediately had a great following and a lot of enthusiasm from the public, some have already seen it ten times, THE MAN WHO BUYED THE MOON by Paolo Zucca, director and screenwriter with Geppi Cucciari and Barbara Alberti. A fun, imaginative and poetic comedy that takes us to the land of Sardinia in search of the owner of the moon. A cast of great actors like Benito Urgu, Jacopo Cullin, Stefano Fresi, Francesco Pannofino, Lazar Ristowsky and Angela Molina. From early May it is scheduled in Italian cinemas and its success continues.

We had a chat with the director Paolo Zucca to learn about the “behind the scenes” of this interested production

Congratulations on the success of the film, you wrote the script with two notoriously witty women like Geppi Cucciari and Barbara Alberti, do you want to tell us how it went?

Yes, in reality I had written this story for more than 15 years, with Barbara (Alberti) I had already written “L’Arbitro” and her husband is the producer, she binds us a nice friendship and when I go to Rome I am often their guest. So one day I made her read the story of the film and together we decided to make changes. We also involved Geppi Cucciari, so, while I returned to Sardinia, they collaborated from Rome and sent me the various modifications. Many of these were thrown away because they could not be reached, until we arrived at the final version. Many scenes we could only do thanks to today’s technology, we certainly couldn’t have 15 years ago.

You directed two very good actors like Jacopo Cullin and Benito Urgu, how much did they contribute to the success of the film?

I would say that the actors had a gigantic role for the success of the film

Jacopo, also personally he is very nice, it is easy to work with him because he is a great professional, American, I would say, that is he realizes in a second everything you ask him, I think he will become a Star. Benito is already a Star, we all know him, in his case I had to curb his comic verve, because he has a dramatic role and he worked a lot on it, even suffering, he told me that the scenes reminded him of his childhood and in practice he played his father.

It is a funny comedy but also transmits important messages, for example the fact of being ashamed of our “sardence” and seeing the problems also from the point of view of the others

Yes, it makes us reflect on what are the cornerstones of the so-called “sardità”. On the one hand there is the inferiority complex, I believe by now referring to the past years, which made us ashamed to be Sardinians and led us to free ourselves from what identified us, such as language, attitudes etc. On the other hand there is the “superiority complex”, which in a certain percentage we have today, which makes us say that Sardinia is the most beautiful, nothing like Sardinian beaches, nothing like Sardinian food and so on. I find it very difficult, instead, to put myself in the perspective of others because in the film it is the Americans who are looking for those who sell the moon and it is a struggle in which they use weapons and we use poetry.

My gaze also inevitably goes to today’s reality, with military exercises that destroy the coasts and make our island a “polluted paradise”. It is the look of those who are abused and honestly I would not like to deliver this world to my daughter.

Would you have expected this success?

Yes, I was hoping to have good results but this overwhelming enthusiasm has surprised us all. Now we are continuing the tour in northern Italy, we have left 90,000 tickets up to now. For a small production like ours is a great result, we will also go to America and we are enjoying this success

You already have a new project in mind?

Yes, it will surely be a movie, for good luck I don’t talk about it yet. Certainly the screenplays have a high “mortality” rate because if at first it seems to go well, then maybe they get stuck for years due to a whole series of reasons …

I’m still very optimistic about the future, stay in the bell, you will soon hear about us

pubblicato da Sardegna Societa’ leggi il numero di giugno

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