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NOVITA’ DAL BLOG–ELEONORA D’ANGELO AKA SANDALIA RACCONTA NEWS FROM THE BLOG

 

 

NOVITA’ DAL BLOG

ELEONORA D’ANGELO AKA SANDALIA RACCONTA

Inizia oggi la collaborazione con la giornalista Eleonora D’Angelo, lei da anni scrive e racconta storie sulla Sardegna, sia pubblicando su vari giornali e anche nel suo blog http://www.eleonoradangelositoweb.com/il-blog-di-sandalia-racconta/ 

Lei si descrive così:

Ciao Sara, sono una scrittrice libera e selvatica, per questo mi identifico con la Sardegna e scrivo dell’isola, nei confronti della quale sento un magnetismo speciale. Sandàlia Racconta è il mio pseudonimo, ma più specificamente è la voce della Sardegna stessa, che racconta le sue storie, le sue persone e le sue leggende per il mio tramite. Quello che faccio è darle voce con la mia ricerca e i miei scritti sulla cultura popolare in particolare, che non deve andare persa né mai essere dimenticata.

Riti in Sardegna: i fuochi di Sant’Antonio Abate fra sacro e profano

Post By Eleonora D’Angelo  gennaio 19, 2018

Sacro e profano. Due aspetti quasi indissolubili dei riti in Sardegna, isola dalle mille sfaccettature come quelle del fuoco.

Durante le celebrazioni dei fuochi di Sant’Antonio, che si tengono nella notte a cavallo fra il 16 e il 17 gennaio, le fiamme rubano la vita a un elemento naturale: il legno.

Gli donano l’energia del suono, il colore rosso del sangue, e lo consumano allo stesso tempo rendendolo cenere.

Qual ‘è il significato dei falò che inaugurano al Carnevale sardo?

Leggende cristiane su credenze pagane

Sono forse queste, a rendere incredibilmente affascinanti alcuni riti in Sardegna?

Sappiamo solo che, la maggior parte delle credenze popolari, e alcuni rituali, contengono in sé santi e diavoli, fuochi e salvezze.

I fuochi di Sant’Antonio Abate

Le fiamme ardono.

Da una scintilla le alte piramidi di legna prendono fuoco, illuminando le fredde notti di gennaio e i volti dei presenti.

E’ lo spettacolo dei fuochi di Sant’Antonio Abate, che si ripete ogni anno in Sardegna nella notte fra il 16 e il17 gennaio.

Rito indissolubilmente legato all’inizio dell’anno agricolo, secondo i vecchi trattati, il falò di Sant’Antonio è una delle più antiche manifestazioni della religiosità popolare, ed ha come protagonista, non a caso, il Santo Patrono della pastorizia e dell’agricoltura.

I riti di Sant’Antonio in Sardegna sono conosciuti anche come “Festa dei Fuochi”, e riuniscono le comunità di diversi paesi nelle piazze per rinnovare l’augurio al “buon raccolto”.

I fuochi prendono nomi differenti in base alla località (Sas Tuvas, Sas Frascas, Sos Focos, Su Fogarone, Su Romasinu) e al legno utilizzato, profumatissimo talvolta, come quello dell’alloro e del rosmarino.

Al calar del sole, il 16 gennaio, in diversi comuni della Sardegna ci si prepara al suggestivo falò.

Generalmente quando le fiamme raggiungono il punto più alto, i fedeli girano attorno al fuoco 3 volte in senso orario e 3 volte all’opposto.

Inutile spiegare il significato del numero 3, che rappresenta la “perfezione”, la Trinità, come anche la stessa Creazione.

Il fuoco viene benedetto dal parroco, e attorno ad esso si prega.

Non tutti sanno che il rito coincide con la prima uscita delle maschere del Carnevale Sardo (i Mamuthones a Mamoiada ad esempio).

L’emissario degli uomini che rubò il fuoco agli Inferi

Da dove nasce il fuoco?

Se qualcuno ancora se lo sta chiedendo, può trovare risposta in questa simpatica leggenda.

Si narra che in tempi remoti Sant’Antonio si avvicinò alle porte degli Inferi per chiedere del fuoco, accompagnato da un porcellino.

I diavoli, alla vista del Santo in curiosa compagnia lo schernirono e lo trattennero all’ingresso.

Nel mentre l’abile porcellino sgattaiolò negli Inferi, e Sant’Antonio ottenne il permesso di andarselo a riprendere.

Una volta entrato Sant’Antonio si mise a riposare poggiando il bastone sulle fiamme, e questo iniziò ad ardere al suo interno senza svelare fumo.

Fu così che l’emissario degli uomini rubò il fuoco agli Inferi e lo donò al Mondo.

I Fuochi di Sant’Antonio a Bortigali (NU)

Il fuoco è l’anima della festa, la sua attrazione, il suo incanto. Gianni Pititu (giornalista e scrittore bortigalese).

A Bortigali in provincia di Nuoro il fuoco si identifica con Sa Tuva: tronco cavo di un albero secolare portato in paese dalla montagna, come detta l’antichissimo rito.

La festa inizia proprio con l’abbattimento del tronco, scelto con cura da un gruppo di uomini (ormai cavo, la sua sorte sarebbe altrimenti segnata).

Quando arriva la sera della vigilia, che coincide con il sabato successivo al 17 gennaio- il tronco è ormai pronto per essere acceso in una piazza gremita di fedeli (Piazza della parrocchiale di Santa Maria degli Angeli).

I bortigalesi iniziano a pregare la sera della vigilia, e così, per nove sere consecutive

Attorno alla Tuva si apprestano rami, soprattutto di alloro, che sosterranno il tronco e  fungeranno da profumato incenso.

I riti in Sardegna dedicati al Santo prevedono l’intervento di un “fuochista”, che inaugura la cerimonia facendo scoccare la prima scintilla.

Nello specifico a Bortigali si tratta di “una fuochista” poiché tale compito è svolto dall’obriera, che come per la festa di S.M. de Sauccu è la moglie dell’obriere o, in mancanza, un suo familiare.

Le fiamme alte, che sembrano sfiorare il cielo, colorano le nuvole di fumo denso, e le persone accorrono sempre più numerose per assistere allo spettacolo.

Dopo un po’ la Tuva, il gran gigante, comincia a cedere, crolla come un pupazzo senz’anima sotto i colpi delle fiamme.

Di lui resterà solo la cenere. Rischiariranno il cielo sos coettes, i razzi che più tardi, interverranno al calar del buio.

NEWS FROM THE BLOG

ELEONORA D’ANGELO AKA SANDALIA RACCONTA

Today begins the collaboration with the journalist Eleonora D’Angelo, she writes for years and tells stories about Sardinia, both published in various newspapers and also in his blog http://www.eleonorad’angelositoweb.com/il-blog-di-sandalia-racconta/

She describes herself like this:

Hello Sara, I’m a free and wild writer, so I identify with Sardinia and write about the island, against which I feel a special magnetism. Sandàlia Racconta is my pseudonym, but more specifically is the voice of Sardinia itself, which tells its stories, its people and its legends through me. What I do is give her voice with my research and my writings on popular culture in particular, which should not be lost nor ever forgotten.

Rites in Sardinia: the fires of Sant’Antonio Abate between the sacred and the profane

Post By Eleonora D’Angelo January 19, 2018

Sacred and profane. Two almost indissoluble aspects of the rites in Sardinia, an island with a thousand facets like those of fire.

During the celebrations of the fireworks of Sant’Antonio, held on the night between 16 and 17 January, the flames steal life from a natural element: wood.

They give him the energy of sound, the red color of blood, and they consume it at the same time making it ashes.

What is the meaning of the bonfires that are inaugurated at the Sardinian Carnival?

Christian legends on pagan beliefs
Are these, to make incredibly fascinating some rites in Sardinia?

We only know that most popular beliefs and rituals contain saints and devils, fires and salvation.

The fires of Sant’Antonio Abate

The flames burn.

From a spark the high pyramids of wood catch fire, illuminating the cold nights of January and the faces of those present.

It is the spectacle of the fires of Sant’Antonio Abate, which is repeated every year in Sardinia on the night between 16 and 17 January.

Rite inextricably linked to the beginning of the agricultural year, according to the old treaties, the bonfire of St. Anthony is one of the oldest manifestations of popular religiosity, and has as its protagonist, not surprisingly, the Patron Saint of pastoralism and agriculture .

The rites of St. Anthony in Sardinia are also known as “Feast of Fires”, and bring together the communities of different countries in the squares to renew the wish for “good harvest”.

The fires take different names depending on the location (Sas Tuvas, Sas Frascas, Sos Focos, Su Fogarone, Su Romasinu) and the wood used, very fragrant, like that of laurel and rosemary.

At sunset, January 16, in several towns of Sardinia, we prepare for the suggestive bonfire.

Generally when the flames reach the highest point, the worshipers turn around the fire 3 times in a clockwise direction and 3 times in the opposite direction.

Needless to explain the meaning of the number 3, which represents the “perfection”, the Trinity, as well as the Creation itself.

The fire is blessed by the parish priest, and is prayed around it.

Not everyone knows that the ritual coincides with the first outing of the masks of the Sardinian Carnival (the Mamuthones in Mamoiada for example).

The emissary of the men who stole the fire in the underworld

Where does the fire come from?

If someone is still asking, you can find an answer in this nice legend.

It is said that in ancient times Saint Anthony approached the gates of the underworld to ask for fire, accompanied by a piglet.

The devils, at the sight of the saint in curious company, mocked him and held him at the entrance.

Meanwhile the skilled piglet slipped into the Underworld, and St. Anthony got permission to go and get it back.

Once he entered Sant’Antonio he rested by resting his stick on the flames, and this began to burn inside without revealing smoke.

So it was that the emissary of the men stole the fire in the underworld and donated it to the world.

The Fires of St. Anthony in Bortigali (NU)

Fire is the soul of the party, its attraction, its charm. Gianni Pititu (journalist and bortigalese writer).

In Bortigali, in the province of Nuoro, the fire is identified with Sa Tuva: hollow trunk of an ancient tree brought into the village from the mountain, as said the ancient rite.

The party begins with the demolition of the trunk, carefully chosen by a group of men (now hollow, its fate would otherwise be marked).

When it arrives on the evening of the eve, which coincides with the Saturday following January 17, the trunk is now ready to be lit in a crowded square of faithful (Piazza del parchiale di Santa Maria degli Angeli).

The bortigalese begin to pray on the evening of the eve, and so, for nine consecutive nights

Around the Tuva branches are prepared, especially of laurel, which will support the trunk and act as fragrant incense.

The rites in Sardinia dedicated to the Saint provide for the intervention of a “stoker”, who inaugurates the ceremony by making the first spark.

Specifically in Bortigali it is “a stoker” because this task is carried out by the obedience, as for the feast of S.M. de Sauccu is the wife of the obriere or, failing that, a family member.

The high flames, which seem to touch the sky, color the clouds of thick smoke, and people rush more and more to watch the show.

After a while the Tuva, the great giant, begins to yield, collapses like a soulless puppet under the blows of the flames.

Only ashes will remain of him. The sky will stop the sos coettes, the rockets that later, will intervene at nightfall.

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