motori di ricerca

«

»

Giu 25

Stampa Articolo

IOLAO E I GRECI FIGLI DI ERCOLE IN SARDEGNA di FRANCESCO CARRONE

Che fine ha fatto la storia della Sardegna?

Se la cerchiamo nei libri scolastici, troviamo giusto due righe, negli anni sono stati scritti vari libri che se da un lato hanno fatto un pò di chiarezza, dall’altro hanno creato con le varie teorie, ancora più confusione.

Per fortuna nessuno può negare la presenza sul territorio di centinaia di siti archeologici, la maggior parte dei quali ancora da esplorare e poi ancora esiste la preziosissima memoria storica degli anziani che ci raccontano episodi e leggende della loro infanzia.

In questo contesto, assume primaria importanza il libro di Francesco Carrone, un libro aperto, come lui lo definisce, visto che la sua ricerca continua come appassionato. Lui nella vita fa tutt’altro mestiere, è ingegnere meccanico e si è preso la briga di seguire gli indizi di reperti, di chiedere agli anziani del luogo e di documentarsi tramite fonti storiche greche e latine e con le carte d’Arborea.

Ha così tracciato una linea storico-temporale che ci fa scoprire qualcosa di sorprendente.

Dopo che Ercole ebbe compiuto le sue sette fatiche, il dio (l’oracolo) gli profetizzò che sarebbe stato un bene se avesse mandato una colonia in Sardegna. Così lui decise di inviare, con il nipote Iolao, i figli natigli dalle figlie di Tespio, i Tespiesi.

Questo racconto, che sembrerebbe un mito, potrebbe essere confermato da un’incredibile iscrizione del ‘700, rinvenuta in un convento e dal mito di Iolao raccontato da Pausania (importante scrittore e storico greco), che parla della Sardegna in Perigesi della Grecia. Racconta che “gli stranieri d’occidente, che vivevano in Sardegna, mandarono una statua bronzea di Sardo, il quale in tempi remotissimi, fu il primo a colonizzarla e che da lui trassero il nome sia gli abitanti che l’isola.

Tramite poi i Bollettini Archeologici Sardi del XIX secolo, riesce a delineare uno scenario organico degli antichi popoli del mediterraneo, dall’età del Bronzo e dalla fine della civiltà Minoica fino alle guerre di Troia e al declino dei grandi imperi, con una credibile teoria sugli Shardana.

Leggendo il libro scopriamo che l’autore, cercando nelle vecchie cartine storiche della Sardegna, ha trovato una serie di toponimi di antiche città e zone con nomi riconducibili all’arrivo dei greci Tespiesi che fondarono città come Terranova, oggi chiamata Olbia.

I nuovi arrivati, sbarcarono nella costa orientale dove inizialmente si stabilirono fondando diverse città, la prima fu Terranova. Si integrarono molto bene con gli abitanti tanto che da fonti storiche si apprende dell’esistenza di due statue di Iolao che fu venerato in terra sarda per secoli.

Lungo il corso del Temo esistono dei siti importanti, apprendiamo dalle parole degli anziani del luogo, scoperti per caso negli anni ’70 e poi frettolosamente ricoperti e abbandonati.

Come questi sappiamo che ne esistono tantissimi ancora da esplorare e la domanda che ci facciamo è come mai negli anni passati e anche oggi non vengano presi con la dovuta considerazione.

Probabilmente questo è dovuto a vari fattori, uno potrebbe essere stato quello di sfruttare e rivendere i bronzetti e i referti, infatti li troviamo in musei stranieri e sappiamo che i siti sono stati nel tempo ripetutamente saccheggiati

Nel libro troviamo infatti, anche la storia del direttore del museo di Cagliari del 1800 che nel fine settimana si divertiva, con un suo compare, a esplorare i siti come Tharros, dichiarando un nome e una professione falsi, per poter sottrarre importanti reperti e poi rivenderli.

La ricerca mostra inoltre la fondatezza del mito degli Argonauti, di Ercole, di Enea e dei racconti Omerici, l’esistenza di ben tre guerre di Troia, spiega la probabile origine dei barabaricini e riapre il processo sulla falsificazione delle carte d’Arborea.

Come sardi possiamo apprezzare chi , come Francesco Carrone, spende del tempo per informarsi e fare delle serie ricerche storiche sulla nostra storia.

Ci auguriamo che in futuro, oltre a non subire più delle ruberie dei nostri reperti archeologici, non subiremo più la sottrazione della nostra storia, riuscendo a chiarirne le varie fasi che si sono succedute dalle antichissime origini in poi.

Francesco Carrone

IOLAO AND THE GREEK CHILDREN OF HERCULES IN SARDINIA by FRANCESCO CARRONE

What happened to the history of Sardinia?

If we look for it in school books, we find just two lines, over the years have been written several books that on the one hand have made a bit of clarity, on the other have created with the various theories, even more confusion

Fortunately, no one can deny the presence on the territory of hundreds of archaeological sites, most of which still to be explored and then there is still the precious historical memory of the elderly who tell us episodes and legends of their childhood

In this context, the book by Francesco Carrone, an open book, as he calls it, takes on primary importance, as his research continues as passionate. In life he does a completely different job, he is a mechanical engineer and he took the trouble to follow the clues of artifacts, to ask the local elders and to get information from Greek and Latin historical sources and with the Arborea papers

He thus traced a historical-temporal line that makes us discover something surprising.

After Hercules had completed his seven labors, the god (the oracle) prophesied that it would be good if he sent a colony to Sardinia. So he decided to send, with his nephew Iolaus, the children born to him by the daughters of Tespio, the Tespiesi.

This story, which would seem a myth, could be confirmed by an incredible 18th century inscription found in a convent and by the myth of Iolaus told by Pausanias (an important Greek writer and historian), who talks about Sardinia in the Perigesi of Greece. He tells us that “the foreigners of the West, who lived in Sardinia, sent a bronze statue of Sardo, which in very ancient times was the first to colonize it and that the inhabitants and the island took their name from him.

Through then the Sardinian Archaeological Bulletins of the nineteenth century, it manages to outline an organic scenario of the ancient peoples of the Mediterranean, from the Bronze Age and from the end of the Minoan civilization to the Trojan wars and the decline of the great empires, with a credible theory about Shardana.

Reading the book we discover that the author, searching in the old historical maps of Sardinia, found a series of place names of ancient cities and areas with names referable to the arrival of the Greek Tespiesi who founded cities like Terranova, today called Olbia.

The new arrivals landed on the east coast where they initially settled and founded several cities, the first being Terranova. They integrated very well with the inhabitants so much that from historical sources we learn of the existence of two statues of Iolaus who was venerated in Sardinia for centuries

Along the course of the Temo there are important sites, we learn from the words of the elders of the place, discovered by chance in the 70s and then hurriedly covered and abandoned.

Like these we know that there are so many still to be explored and the question we ask ourselves is how come in the past years and even today they are not taken with due consideration. Probably this is due to various factors, one could have been to exploit and resell the bronzes and the reports, in fact we find them in foreign museums and we know that the sites have been repeatedly looted over time

In the book we find, in fact, also the story of the director of the museum of Cagliari in 1800 who, during the weekend, had fun with one of his comrades, exploring sites like Tharros, declaring a fake name and profession, in order to subtract important reports and then resell

The research also shows the validity of the myth of the Argonauts, Hercules, Aeneas and the Homeric tales, the existence of three wars of Troy, explains the probable origin of the barabaricini and reopens the process of falsification of the Arborea papers.

As Sardinians we can appreciate those who, like Francesco Carrone, spend time to get informed and do serious historical research on our history.

We hope that in the future, in addition to not being subjected to the robberies of our archaeological reports, we will no longer suffer the removal of our history, managing to clarify the various phases that have followed from the ancient origins onwards.

 

 

 

Permalink link a questo articolo: https://www.artskyintheroom.com/iolao-e-i-greci-figli-di-ercole-in-sardegna-di-francesco-carrone

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Puoi usare i seguenti tag ed attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>