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Giu 11

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INTERVISTA A VALERIA PECORA–INTERVIEW WITH VALERIA PECORA

 

INTERVISTA A VALERIA PECORA

Quando ha vinto il primo premio Antonio Gramsci, sezione narrativa, con il romanzo “Mimma”, era assolutamente incredula e super felice, lo ha raccontato subito in un post su facebook, mi ha emozionata sapere che una ragazza semplice, solare, piena di entusiasmo è stata premiata per il suo grande talento letterario.

E’ un talento che nasce da lontano, da un’infanzia trascorsa a leggere e giocare all’aperto, alla malattia della mamma che le ha ispirato il suo primo romanzo, “Le cose migliori”, pubblicato nel 2015. La vita le ha fatto capire da subito, senza sconti, quali sono le cose davvero importanti..

Valeria, da quanto tempo hai scoperto di essere una scrittrice?

Ciao Sara e grazie per questa intervista. Posso dire di avere sempre avuto una grandissima passione per la lettura, fin da quando ero una bambina. Poi durante l’adolescenza ho scoperto che scrivere mi piaceva moltissimo, raccogliere i miei pensieri sui fogli di carta e che nei temi di italiano, al liceo, ero particolarmente brava. Quindi la scrittura mi ha sempre accompagnata ma è solo nel 2015 che ho reso pubblico questo amore, con la pubblicazione del mio romanzo d’esordio “Le cose migliori” (casa editrice Lettere Animate).

Come hai trascorso la tua infanzia ad Arbus?

Ho trascorso un’infanzia serena, prima dell’arrivo della malattia di mia madre. La mia famiglia è unita, complice e ho vissuto i miei anni da bambina giocando all’aperto, con le mie sorelline, i figli dei vicini di casa e i miei cuginetti. D’estate si andava al mare. La vita era tranquilla e calma, tipica dei piccoli paesi di provincia.

Hai da poco vinto il prestigioso premio Gramsci per il tuo ultimo libro, raccontaci com’e’ andata

Seguendo uno scrittore che mi aveva incuriosito ho scoperto l’esistenza di questo premio letterario, organizzato dall’associazione casa natale Antonio Gramsci, ad Ales. C’erano varie sezioni del premio, tra cui una dedicata alla narrativa italiana per inediti. Avevo il mio secondo romanzo “Mimma” pronto, chiuso in un cassetto e ho deciso di partecipare per la prima volta a questo premio. Quest’anno le opere arrivate sono addirittura triplicate, sono slittati i tempi di attesa e alla fine scoprire di aver vinto il primo premio è stata una sorpresa ed un’emozione immensa. Il premio ha una giuria prestigiosa composta da intellettuali, giornalisti e professori universitari inoltre è molto serio perché l’invio delle opere deve essere rigorosamente anonimo.

I tuoi due libri, creati dalla tua sensibilita’ e dal tuo travaglio interiore; in cosa sono simili e per cosa sono diversi?

Entrambi sono dedicati e ambientati in Sardegna, la mia isola è fonte per me di straordinaria ispirazione, grazie alla sua natura selvaggia e alla sua cultura così profonda e ricca di tradizioni. Nel primo libro “Le cose migliori” l’autobiografismo è molto più marcato rispetto al mio secondo romanzo “Mimma”, inoltre nel primo caso racconto tematiche più contemporanee e il taglio dell’opera ha connotati sociali trattando una malattia come il Parkinson. Invece in “Mimma” l’opera ha un impianto storico e affronto i temi del passato: la dittatura fascista, la seconda guerra mondiale e gli anni di piombo delle Brigate Rosse. In entrambe le opere però ho affrontato un tema universale come l’amore, in tutte le sue sfumature.

Di solito che cosa ami leggere?

Adoro la letteratura e i miei pilastri sono state opere come “I dolori del giovane Werther” di Goethe, “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” di Foscolo, “Jane Eyre” di Charlotte Bronte e “I Malavoglia” di Giovanni Verga ma amo anche gli autori contemporanei e in particolare gli scrittori sardi: Michela Murgia, Marcello Fois, Francesco Abate, Milena Agus e Salvatore Niffoi.

Che rapporto hai con internet e con i social-media?

Ottimo, i social media e Internet se usati con parsimonia e intelligenza sono grandi alleati di uno scrittore.

La Sardegna e la provincia, per cosa le ami e cosa invece cambieresti?

Amo profondamente la mia terra e non cambierei nulla della sua bellezza e della sua storia. Amo il suo mare dai mille colori, l’odore di macchia mediterranea e i ginepri scolpiti dal vento. Cambierei, se potessi, certe scelte politiche che con la creazione dell’industria pesante, hanno causato danni ambientali alla nostra meravigliosa terra. Migliorerei sicuramente i collegamenti con il resto del mondo perché voglio vivere la mia vita in Sardegna ma adoro viaggiare e spesso siamo penalizzati per quanto riguarda i trasporti.

Che progetti hai in mente in questo momento?

Dedicarmi alla promozione del mio secondo romanzo “Mimma” (La Zattera Edizioni) che è stato recentemente presentato anche al Salone del Libro di Torino. Le prossime presentazioni saranno: il 10 giugno a Pula, il 16 giugno a Oristano, il 23 giugno al poetto a Quartu, il 2 luglio a Villacidro, il 29 agosto a San Sperate e poi da settembre presenterò con grande piacere il mio libro nelle scuole e nei licei.

Raccontaci il tuo piu’ grande sogno

Vivere in una casa con il giardino e l’amaca, diventare madre e continuare a scrivere e ad emozionarmi per la bellezza che riempie il mondo.

Ciao e grazie! Valeria

 

INTERVIEW WITH VALERIA PECORA

When he won the first prize Antonio Gramsci, the narrative section, with the novel “Mimma”, was absolutely incredulous and super happy, he immediately told him in a facebook post, I was thrilled to know that a simple, sunny girl full of enthusiasm Was rewarded for his great literary talent.
It is a talent that comes from far away, from a childhood spent reading and playing outdoors, to the mother’s illness that inspired her first novel, “The Best Things”, released in 2015. Life has made her To understand immediately, without discounts, what are really important things ..

Valeria, how long have you found out to be a writer?

Hi Sara and thank you for this interview. I can say I have always had a great passion for reading since I was a child. Then during the adolescence I found out that writing I liked very much, collecting my thoughts on paper sheets and that in Italian, high school, I was particularly good at it. So writing has always accompanied me but it’s only in 2015 that I made this love public, with my debut novel “The Best Things” (the publisher Lettere Animate).
How did you spend your childhood at Arbus?
I had a serene childhood before my mother’s illness came. My family is united and accomplice and I have lived my years as a little girl playing outdoors with my little sister, my neighbors’ children and my cousins. In the summer he went to the sea. Life was calm and calm, typical of small provincial villages.

You recently won the prestigious Gramsci prize for your latest book, tell us how it went

Following a writer I was curious about, I discovered the existence of this literary prize, organized by Antonio Gramsci’s birthplace, Ales. There were several sections of the prize, including one dedicated to Italian fiction for unpublished. I had my second novel “Mimma” ready, closed in a drawer and I decided to participate for the first time at this award. This year the works have even tripled, the waiting times have slipped and in the end discovering that they have won the first prize was a surprise and an immense emotion. The prize has a prestigious jury composed of intellectuals, journalists and university professors, and is also very serious because the submission of works must be strictly anonymous.

Your two books, created by your sensitivity and your inner labor; What are they like and what are they different about?

Both are dedicated and set in Sardinia, my island is a source for me with extraordinary inspiration, thanks to its wild nature and its culture so profound and full of traditions. In the first book “The Best Things” autobiography is much more marked than my second novel “Mimma”, in the first case of contemporary themes and the cut of the work has social characteristics by treating a disease like Parkinson’s. Instead, in “Mimma”, the opera has a historical layout and tackles the themes of the past: the Fascist dictatorship, the Second World War, and the lead years of the Red Brigades. In both works, however, I have dealt with a universal theme like love, in all its shades.

Usually what do you love to read?

I love literature and my pillars have been works like “The Pains of Young Werther” by Goethe, “The Last Letters by Jacopo Ortis” by Foscolo, “Jane Eyre” by Charlotte Bronte and “I Malavoglia” by Giovanni Verga but I also love Contemporary authors and in particular the Sardinian writers: Michela Murgia, Marcello Fois, Francesco Abate, Milena Agus and Salvatore Niffoi

What relationship do you have with the internet and social media?

Great, social media and the Internet if used sparingly and intelligently are great allies of a writer.

Sardinia and the province, what do you love and what would you change?

I deeply love my land and I would not change anything of its beauty and its history. I love its sea with a thousand colors, the smell of Mediterranean scrub and the junipers sculpted by the wind. I would change, if I could, some political choices that, with the creation of heavy industry, caused environmental damage to our wonderful land. I would definitely improve links with the rest of the world because I want to live my life in Sardinia but I love traveling and we are often penalized for transport.

What projects do you have in mind at this time?

I dedicate myself to the promotion of my second novel “Mimma” (La Zattera Edizioni), which was also recently presented at the Salone del Libro di Torino. The forthcoming presentations will be: 10 June in Pula, 16 June in Oristano, June 23 at the Poetto in Quartu, 2 July at Villacidro, August 29 at San Sperate, and then from September I will be pleased to present my book in schools And high schools.

Tell us your biggest dream

Living in a home with garden and hammock, becoming a mother and continuing to write and excite for the beauty that fills the world.
Hello and thanks! Valeria

 

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