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Dic 03

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INTERVISTA A RAOUL MORETTI–INTERVIEW WITH RAOUL MORETTI

 

INTERVISTA A RAOUL MORETTI

Ho incontrato Raoul Moretti nel suo ufficio-studio LuminaLab Vision del quartiere Villanova a Cagliari, cordiale e colto, mi ha offerto il caffè e abbiamo parlato un pò di tutto..E’ il direttore artistico del festival “Arpe dal mondo” organizzato con Ente Concerti città di Iglesias in ottobre. Suona l’arpa pedale, l’arpa elettrica e l’arpa elettro-acustica.

Ciao Raoul, parlaci di te, come hai iniziato il tuo percorso?

Ciao Sara, il mio percorso è classico, ho iniziato a suonare a 14 anni al conservatorio della città dove sono nato, a Como. Inizialmente suonavo il pianoforte, poi dovendo scegliere un altro strumento, scelsi su consiglio di un amico ,l’arpa. Sono curioso per natura e così ho accettato con entusiasmo la sfida, a oggi sono il primo uomo ad essemi diplomato nella mia città con questo strumento, di solito considerato erroneamente solo femminile. Suono l’arpa classica, la celtica, l’arpa sudamericana e l’arpa elettrica. Mi sono accostato all’arpa gradualmente, dopo le prime esperienze con il pianoforte di musica da camera, nelle varie fasi della vita, ho amato l’arpa sempre di più, iniziando delle sperimentazioni anche con altri strumenti.

Quanto sono importanti la ricerca e la sperimentazione musicale per te?

Molto importanti, ho iniziato ad utilizzare l’arpa semplice come un pittore usa i suoi pennelli, quindi come un mezzo d’espressione artistica e non ho mai voluto farmi imbrigliare in pseudo-limiti, affiancandomi ad altri generi musicali.

Con Gerardo Ferrara porto avanti una collaborazione che si chiama “Sto bene proprio ora proprio qui” tratto da Illogiche Emozioni di Giorgio Gaber con date sia nei teatri che in luoghi privati, sentiamo particolarmente questo concerto, ci emozioniamo e questo “passa” al pubblico ogni volta…

Com’è l’approccio con altri generi di musica diversi da quella classica?

Si tratta appunto di un approccio diverso dal solito, non classico, non l’ho mai visto come un limite. E’ uno strumento che può suonare qualsiasi genere di musica, bisogna affiancarsi alla lettura, avere orecchio, armonizzazione, accordi,  se occorre improvvisare e avere tutta una serie di competenze che si evolvono notevolmente dalla partitura classica, sono competenze che acquisisci sul campo.

Portare l’arpa in altri contesti dove generalmente non ci va è un arricchimento, il connubio con altri strumenti, come arpa e vibrafono che è uno xilofono con tasti di metallo, uno strumento molto usato nel jazz è un progetto che ho portato avanti per anni e che continua con Marco Bianchi,  il nostro è un duo che non esisteva quindi ci siamo dovuti creare tutto, dalle partiture al repertorio, oppure sono molto attratto il connubio arpa-launeddas visto che ora vivo in Sardegna, sarà una delle mie prossime sfide che ho in progetto con Nicola Agus. L’arpa dà tutta una serie di timbri e sfumature molto varia e unendo poi l’elettronica, si ampliano le possibilità, quindi da questo nasce la sperimentazione timbrica e la ricerca sul suono. Anche il connubio con altre arti, come l’arte visiva, il reading, lettura di poesie con sottofondo musicale.

Cosa diresti a un tuo allievo perchè inizi al meglio?

Gli direi di seguire il suo sogno/passione, arrivare dal percorso classico fa la differenza, avere le basi è importante, ma allo stesso tempo gli direi di non chiudersi, tenere apertura e considerazione verso tutti i tipi di musica per acquisire nuove competenze.

Ormai nella nostra professione dobbiamo ragionare come imprenditori perchè nessuno pensa a noi. Non esiste più il manager, il mercato discografico è morto, non c’è più un investimento sull’artista neanche con agenzie o i talent-scout. I giovani è meglio che si abituino subito, possono essere i più bravi, i più talentuosi, ma ormai questo non basta.

Quei pochissimi che vanno avanti si ritrovano tra l’altro in un sistema chiuso ed autoreferenziale che purtroppo sta implodendo su sè stesso.

Direi auto-produzione-auto-promozione e auto-distribuzione sono i tre paradigmi nei quali muoversi, c’è un grande lavoro dietro per riuscire a lavorare nella tua professione, per intercettare e creare il tuo pubblico. Diventa man mano che vai avanti molto gratificante per la risposta entusiasta del pubblico.

Quali sono i grandi personaggi che ti hanno ispirato nella vita?

Come pittore amo molto Salvador Dalì, secondo me il suo connubio tra artigianalità e tecnica è assolutamente geniale, una fonte d’ispirazione. Per quanto riguarda la musica avrei davvero tanto da scegliere, per la musica classica di sicuro Strauss, per la sua inquietudine e per il metodo espressivo, ha influito sulla mia adolescenza e crescita. Ho poi seguito tanto rock, progressive, ascolto sempre rock anni 70, e adoro chi ha sempre sperimentato come la cantante Bjork, come Zina Perkins che ha fatto delle tournèe meravigliose con la sua sperimentazione sull’arpa e che è una mosca bianca. Anche Florence and The Machine, che  già dal primo organico aveva un arpista nel suo staff e ha continuato a mantenerlo valorizzandolo.

Se dovessi fare un viaggio, anche come una metafora della vita, quale sarebbe la tua meta? Chi vorresti come compagni di viaggio?

Penso che non ci sia una risposta assoluta, ma se se devo guardare l’orizzonte la mia curiosità è molto grande. Non avrebbe una sola meta, ma sarebbe un viaggio continuo e forse alla fine ritornerei alla partenza. Partirei da solo e i compagni di viaggio li troverei sulla strada, come un incontro, una condivisione e una ripartenza. A pensarci bene è quello che mi succede nella vita, durante i miei viaggi faccio delle conoscenze, condividiamo la musica e la vita per qualche giorno o settimana e poi riprendo il mio viaggio.

Raoul, sei nato a Como, come sei arrivato qui a Cagliari?

Fino a 4 anni fa avevo una cooperativa a Como e qui a Cagliari venivo spesso come turista. Ho iniziato allora varie collaborazioni musicali, così quando abbiamo chiuso l’attività e anche per motivi familiari, ho pensato che questo fosse il territorio giusto sul quale investire per il mio lavoro. E’ poi diventata la base per i miei viaggi, sono stato in quasi tutto il mondo. A luglio scorso  sono stato a Hong Kong dove sicuramente tornerò, abbiamo in previsione di creare uno spettacolo molto complesso che unisce strumenti antichi, musica contemporanea e arpa elettrica con il teatro.  Siamo due artisti e il debutto sarà nel 2018. Sono stato in america del sud, Messico, Cile, Argentina dove fanno dei festival con l’arpa molto popolari, in tanti di questi eventi sono stato il primo europeo a partecipare.. Poi varie tappe in Europa e in Europa dell’est dove faccio concerti in accademie. Sto lavorando a dei percorsi introduttivi , seminari e workshop sull’arpa elettrica, con i giovani talenti  facciamo un percorso a lungo termine, sarà tutto da costruire e una bella sfida.

Davvero tanti progetti, la prossima settimana parto per la Polonia e qui ho un reading con il poeta Andrea Melis di San Sperate che ha scritto Poesie Urgenti, un nuovo libro che è diventato un caso letterario. E’ stato il più venduto sulle piattaforme on-line e lo accompagnerò alle presentazioni sia qui in Sardegna che nel resto d’Italia.

Mi occuperò delle musiche poi per altri due progetti di arti visive, teatro, danza che parleranno di due grandi donne sarde, Maria Lai, artista eclettica e originale e Grazia Deledda scrittrice e premio nobel per la letteratura, previsti per 2018.

Durante il mio percorso è stato importante rinunciare a qualcosa per potermi focalizzare su ciò che davvero mi interessava e oggi sono contento perchè il mio lavoro sta dando i suoi frutti.

Hai una visione a lunghissimo raggio e stai consolidando il tuo lavoro..

Infatti due anni fa ho pensato che ormai alla soglia dei 40 anni avessi qualcosa da raccontare, avendo ancora la grinta e l’entusiasmo necessari a darmi un’identità nel mondo musicale, poi magari tra 5 anni vedrò…

L’importante non pensarla come succede in Italia, dove fino ai 40 anni sei una “giovane promessa” e dopo i 40 diventi subito “promessa non mantenuta”!!! :=))))

INTERVIEW WITH RAOUL MORETTI

I met Raoul Moretti in his study office in the Villanova district in Cagliari, friendly and cultured, he offered me coffee and we talked a bit about everything .. He is the artistic director of the festival “Arpe dal mondo” that takes place in Iglesias in October. He plays the pedal harp, the electric harp and the electro-acoustic harp.

Hi Raoul, tell us about yourself, how did you start your journey?

Hello Sara, my path is classic, I started playing at 14 years at the conservatory of the city where I was born, in Como. Initially I played the piano, then having to choose another instrument, I chose on the advice of a friend, the harp. I am curious by nature and so I accepted the challenge with enthusiasm, today I am the first man to have graduated with this instrument, usually mistakenly considered only female. I play the classical harp, the Celtic, the South American harp and the electric harp. I approached the harp gradually, after the first experiences with the piano of chamber music, in the various stages of life, I loved the harp more and more, starting experimentation with other instruments.

How important are music research and experimentation for you?

Very important, I started using the simple harp as a painter uses his brushes, then as a means of artistic expression and I never wanted to get caught up in pseudo-limits, alongside other musical genres.

How is the approach with other genres of music different from the classical one?

This is a different approach from the usual, not classic, I’ve never seen it as a limit. It is an instrument that can play any kind of music, it must be accompanied by reading, ear, harmonization, agreements, if you need to improvise and have a whole range of skills that evolve significantly from the classical score, are skills that you acquire in the field.
Bringing the harp to other contexts where it generally does not go is an enrichment, the combination with other instruments, such as harp and vibraphone which is a xylophone with metal keys, a very used instrument in jazz is a project that I have carried on for years and that continues, ours is a duo that did not exist so we had to create everything, from the scores to the repertoire, or I’m very attracted to the union arpa-launeddas since now I live in Sardinia, it will be one of my next challenges. The harp gives a whole series of timbres and nuances very varied and then joining the electronics, the possibilities are expanded, hence the experimentation of the timbre and the research on sound. Also the combination with other arts, such as visual art, reading, reading poetry with background music.

What would you say to your pupil why do you start better?

I would tell him to follow his dream / passion, arriving from the classic path makes the difference, having the basics is important, but at the same time I would say not to close, hold openness and consideration towards all types of music to acquire new skills.
Now in our profession we must think as entrepreneurs because no one thinks of us. There is no longer a manager, the record market is dead, there is no more investment on the artist even with agencies or talent-scouts. Young people better get used to it right away, they can be the best, the most talented, but this is not enough.
The very few that go on are found among other things in a closed and self-referential system that unfortunately is imploding itself.
I would say self-production-self-promotion and self-distribution are the three paradigms in which to move, there is a big work behind to be able to work in your profession, to intercept and create your audience. It becomes more and more rewarding for the enthusiastic response of the public.

What are the great characters who inspired you in life?

As a painter I love Salvador Dalì very much, in my opinion his combination of craftsmanship and technique is absolutely brilliant, a source of inspiration. As for the music I would really have a lot to choose from, for classical music certainly Strauss, for his restlessness and for the expressive method, has influenced my adolescence and growth. I then followed a lot of rock, progressive, I always listen to rock 70 years, and I love those who have always experienced as the singer Bjork, like Zina Perkins who has made wonderful tours with her experimentation on the harp and that is a white fly. Even Florence and The Machine, who already had a harpist in his staff from the first staff and continued to keep it enhancing.

If you were to make a journey, even as a metaphor of life, what would be your destination? Who would you like as travel companions?

I think there is no absolute answer, but if I have to look at the horizon, my curiosity is very big. It would not have only one goal, but it would be a continuous journey and perhaps I would return to the end at the end. I would leave alone and my traveling companions would find them on the road, like a meeting, a sharing and a restart. To think about it is what happens to me in life, during my travels I make some acquaintances, we share music and life for a few days or weeks and then I resume my journey.

Raoul, you were born in Como, how did you get here in Cagliari?

Until 4 years ago I had a cooperative in Como and here in Cagliari I often came as a tourist. I then started various musical collaborations, so when we closed the business I thought this was the right territory to invest in for my work. It then became the basis for my travels, I’ve been in almost the whole world. Last July I went to Hong Kong, where I will definitely come back, we are planning to create a very complex show that combines ancient instruments, contemporary music and electric harp with the theater. We are two artists and the debut will be in 2018. I was in South America, Mexico, Chile, Argentina where they make very popular harp festivals, in many of these events I was the first European to participate .. Then several stages in Europe and Eastern Europe where I do gigs in academies. I am working on introductory courses, seminars and workshops on the electric harp, with young talents we make a long-term journey, everything will be built and a great challenge.
Really so many projects, next week I leave for Poland and here I have a reading with the poet Andrea Melis of San Sperate who wrote Poesie Urgenti, a new book that has become a literary case. It was the best-selling on the online platforms and I will accompany it to presentations both here in Sardinia and in the rest of Italy.
I will take care of the music then for two other projects of visual arts, theater, dance that will talk about two great Sardinian women, Maria Lai, eclectic and original artist and Grazia Deledda writer and nobel prize for literature, scheduled for 2018.
During my journey it was important to give up something to be able to focus on what really interested me and today I’m happy because my work is paying off.

You have a very long-range vision and you are consolidating your work ..

In fact, two years ago I thought that by now at the age of 40 I had something to tell, still having the grit and enthusiasm necessary to give me an identity in the musical world, then maybe in 5 years I’ll see …
The important thing is not to think of it as it happens in Italy, where up to 40 years you are a “young promise” and after 40 you immediately become “a promise not kept” !!!

foto di Fabrizio Massidda

foto di Sabrina Moro

 

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