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Ago 11

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INTERVISTA A MARCO PASCALIS–INTERVIEW WITH MARCO PASCALIS

 

INTERVISTA A MARCO PASCALIS

Parliamo oggi con un artista con la A maiuscola, molto conosciuto e apprezzato nella nostra zona e oltre, Marco Pascalis di San Gavino. Una vita nell’Arte alla quale si è sempre dedicato anima e corpo, come una missione, un fine ultimo e un linguaggio espressivo personale ma facilmente comprensibile, infatti ha sempre raccolto i frutti di questa passione e di questo mestiere. Dopo aver sperimentato vari stili ed espressioni, oggi si dedica al surrealismo, creando delle opere davvero uniche. Per approfondire vi rimando al suo sito, www.marcopascalis.it

S. Marco, com’è nato l’amore per l’Arte?

Marco: Credo sia nato con me, lo considero un dono che mi è stato donato dal Creatore affinché con la mia crescita personale, negli anni potessi farlo crescere e utilizzarlo come strumento di comunicazione delle bellezze del Creato e come mezzo di denuncia, sotto forma artistica, delle tante, troppe, storture, ingiustizie sociali e i tanti abusi che l’uomo così detto moderno, ancora oggi opera su scala mondiale sfruttando in modo eccessivo e con metodi di inquinamento ambientale scandalosi, il non rispetto delle forme di vita presenti su questo bellissimo pianeta che ci ospita tutti assieme alle innumerevoli specie di animali, insetti, volatili di ogni specie, vegetazione e mari e oceani pieni di innumerevoli e fantasiose forme di vita di cui ancora pochissimo conosciamo, a cui non viene data la giusta attenzione e rispetto dell’ambiente in cui vivono e spesso vengono distrutte in nome del “progresso scientifico”. Non c’è niente di più assurdo e sbagliato in questo modo di fare dell’uomo moderno. Ormai sono già visibili in maniera sempre più netta e su scala globale, le reazioni del pianeta terra che si sta ribellando scaricando tutto ciò che impedisce la sua normale evoluzione pacifica, scaricando addosso le varie forme di energia che possiede e che può amministrare a suo piacimento come, l’intensificarsi di piogge, fulmini, alluvioni, terremoti, maremoti, trombe d’aria sempre più distruttive dove l’uomo ha creato degli insediamenti , come piccole o grandi città che creano un impatto ambientale molto negativo su antichi equilibri ambientali che non vengono mai presi in seria considerazione. Allora ogni anno si fanno le stime dei grossi danni subìti da questi agenti atmosferici anomali, ma nonostante ciò si continua stupidamente a seguire la stessa strada degli interessi finanziari di certi personaggi influenti e ricchi, ma senza prendere ancora una vera decisione di cambiamento e di convivenza che sia orientato prima di tutto verso il rispetto della natura e di tutte quelle forme di vita a cui da riparo e sostentamento.

S. Come è iniziata la tua attività artistica?

Marco: Posso dire che è iniziato tutto nel 1970 quando mi sono iscritto all’Istituto Statale d’Arte di Oristano poiché sentivo la necessità di apprendere le tecniche pittoriche che erano insegnate e in questo modo mi sarei potuto esprimere meglio portando avanti le mie tematiche personali in modo che risultassero più corrette solo il profilo della tecnica e allo stesso tempo essere più comunicativo nei confronti di chiunque potesse osservare i miei disegni o i miei quadri nelle diverse tecniche utilizzate. Risale già al 1972 la mia prima mostra collettiva di pittura allestita presso il salone annesso al convento francescano di San Gavino Monreale. Mi è rimasto il ricordo di una manifestazione artistica molto variegata e il mio primo incontro con il pubblico emozionante e allo stesso tempo importante e ricco di soddisfazioni per le molte domande riguardanti i miei quadri e i miei soggetti. Da allora posso dire che sono stati pochi gli anni in cui non ho partecipato a mostre d’arte di solito per difficoltà pratiche nl trovare ogni volta dei locali idonei a ospitare una collettiva d’arte per otto o dieci giorni di media.

S. Dalle origini ad oggi, come è cambiata e si è trasformata?

Marco: Dai primi anni di contatti con il pubblico, mi sono trasformato anche in artigiano-corniciaio sia per una passione per i vari tipi di legno che ho imparato a conoscere e lavorare durante i miei anni di studio all’Istituto Statale d’Arte di Oristano, poiché ho frequentato la sezione legno per cinque anni. Questo mi ha portato ad apprezzare ogni tipo di legno per le sue qualità, il modo di lavorarlo, il colore, le venature e il profumo che molti legni hanno, anche molto forte, e che li caratterizza e te li fa amare di più. L’essere stato il corniciaio di me stesso e all’occorrenza anche di tutte quelle persone che negli anni si sono affidate a me per l’incorniciatura dei loro quadri, stampe , grafiche d’autore o altro, mi ha permesso di risparmiare sul costo delle cornici, scegliere personalmente le cornici che fossero di buona qualità e resistenza nel tempo e di completare a mio gusto con la scelta che ritenevo più adatta sia per il tipo e colore del passepartout, che per la finitura e la dimensione dell’asta, che mi permettesse di rendere maggiormente visibile e valorizzato, il mio quadro con il messaggio che doveva trasmettere nel modo più gradevole possibile all’occhio dell’osservatore. Naturalmente, con gli anni, anche le mie tecniche si sono affinate e i miei soggetti sono diventati più elaborati e ricchi di dettagli. Questo mi ha permesso di esprimermi meglio e di farmi apprezzare di più da chi ha avuto modo di visitare le mie mostre e in particolare ho potuto notare, con molto piacere, che le persone che apprezzano i miei soggetti realizzati in chiave surreale, sono aumentati di numero e sono molto più attenti nell’osservare e apprezzare i tanti soggetti che in questi anni ho avuto modo di presentare nelle varie mostre cui ho partecipato. All’inizio, nelle mie esposizioni, tendevo a presentare i due generi pittorici con cui tuttora mi esprimo, in modo distinto; il figurativo e il genere surreale. Ora posso dire che ormai già da diversi anni, i due generi si sono fusi tra loro quasi naturalmente. Utilizzo il figurativo per esprimermi in modo surreale e più comprensibile agli occhi di chi osserva i miei quadri. Questa evoluzione non era prevista ancora nei primi anni delle mie esposizioni e posso dire che è stata una svolta evolutiva avvenuta naturalmente, come del resto è naturale che sia, e accade a tutti quelli che dipingono per molto tempo e con costanza di vedere un’evoluzione in tutto ciò che realizzano con sentimento.

S.  Quale artista o forma d’arte ti hanno ispirato in modo particolare?

Marco: Credo nessuna in particolare. Come artisti ho sempre amato ed apprezzato i grandi geni del passato come Michelangelo, Leonardo, Raffaello, mentre ho sempre apprezzato i colori e le luci della pittura impressionista. Ho cercato, però, di rimanere sempre distaccato il più possibile dalle influenze di altri artisti, anche contemporanei, e ne apprezzo diversi, per esprimere al meglio le mie idee e realizzarle seguendo il mio bagaglio nozionistico e comunque quanto mi ha potuto trasmettere la scuola che ho frequentato, che è stata essenziale per la mia corretta formazione; ma cercando al contempo, di distaccarmi sempre di più per esprimere le mie idee, le mie sensazioni e le mie emozioni più forti a modo mio, e costruendomi una tecnica personale che con il tempo doveva permettere di farmi riconoscere facilmente come l’autore non confondibile con altri artisti, dei miei quadri e dei miei disegni.

S.  Come definiresti oggi i tuoi lavori artistici?

Marco: Posso dire che cerco di interpretare attraverso i miei quadri e le grafiche, le mie emozioni, i sentimenti più importanti che vivo quotidianamente, e come tutti, le frustrazioni, le ingiustizie e gli abusi che ogni giorno viviamo e osserviamo in tutto il mondo, perpetuati sia sulle persone più deboli e indifese sia sul mondo animale e vegetale che in mille modi gli uomini che governano e le multinazionali senza scrupoli continuano a sfruttare e distruggere incuranti dei forti squilibri ambientali che hanno già creato e continuano a creare, come se fossero i padroni del pianeta sentendosi liberi di fare qualunque scempio che il potere e il denaro in loro possesso permette di fare. Interpreto e faccio mie le diverse emozioni che provo e cerco poi la tecnica e il supporto che ritengo più adatto per comunicare a tutti, attraverso i miei disegni monocromatici e i miei quadri, la rappresentazione di nuove forme di vita, prendendo sempre spunto dalla realtà e dall’osservazione della natura, dagli alberi, alla vegetazione, alla frutta, all’osservazione dei nostri ambienti naturali, in cui cerco di dare una nuova linfa vitale e nuove forme ibride sia nella vegetazione in generale che nei nuovi frutti generati in considerazione anche dei tanti e forti tipi d’inquinamento creati in modo incosciente da certi scienziati che per denaro hanno alterato geneticamente la natura, anche a causa dei troppi esperimenti nucleari e dei tanti veleni irrorati tutti gli anni sui terreni coltivati. I contadini odierni, hanno reciso per avidità, quel rapporto di amore e rispetto degli equilibri naturali che distinguevano un tempo non tanto lontano, il modo di fare agricoltura, ben sapendo che se la terra è amata e rispettata ti darà sempre dei buoni frutti, mentre ora, rotto questo equilibrio, è molto più difficile ottenere dei frutti sani per il nutrimento delle popolazioni, che in buona parte sono costrette a nutrirsi di cibi contaminati e che con gli anni, portano sempre più frequentemente nuove e terribili malattie, un tempo inesistenti, dalle quali è spesso impossibile guarire. Per questo assistiamo sempre più frequentemente alla prematura scomparsa di bambini nati con strane malformazioni, uomini, e sempre più donne, anche in giovane età ammalarsi e morire lasciando spesso la propria famiglia e figli ancora bisognosi della presenza della mamma per una crescita più naturale ed equilibrata. Tutte queste riflessioni le riverso dentro i miei quadri e le rappresento sempre seguendo il mio istinto creativo per dare maggiore forza e impatto comunicativo che resti inalterato nel tempo. Quando termino un quadro e sto per apporre la mia firma, mi sento più appagato interiormente, conscio del fatto di aver realizzato e reso visibile una mia idea che diversamente avrei dovuto tenere dentro di me. Questo modo, per me, più naturale e immediato di confrontarmi con le persone attraverso le mie piccolissime briciole d’arte, mi appaga e mi sprona a proseguire nella mia strada con la consapevolezza di essere su una strada giusta per comunicare dei messaggi e delle riflessioni sul nostro attuale modo di vivere, che ritengo sia importanti per tutti.

S.  A tuo avviso cosa si potrebbe fare di più per lo sviluppo dell’arte e per la tutela degli artisti ?

Marco: Qui si entra per forza di cose nella responsabilità dei nostri rappresentanti politici e nella loro sensibilità al problema. Si potrebbero fare nel tempo, tutti gli investimenti necessari a creare dei centri di cultura specifici per tutte le forme di manifestazione artistica che i nostri giovani ancora con poca esperienza, assieme agli artisti che hanno già fatto mostra dei propri lavori da diversi anni, arricchendo così la loro esperienza. Il confronto costruttivo con le nuove tendenze e le nuove idee, alcune valide, altre meno, ma questo sarebbe fonte di una sana discussione per una continua crescita intellettuale di tutti i partecipanti. Avere la disponibilità di utilizzo di ampi locali dove incontrarsi, discutere, ed esporre in una sala espositiva appositamente adibita e correttamente illuminata, le proprie creazioni, durante tutto l’anno. Una sala mostre dove chi chiede uno spazio per esporre le proprie opere possa sempre trovarlo disponibile, previa pianificazione mensile per far sì che lo stesso spazio possa essere utilizzato per un periodo limitato per poi lasciare lo stesso spazio a un altro creativo, che può essere, un grafico, un pittore, uno scultore di legno o pietra. In questo modo si può dare la possibilità di esporre a molti artisti, già conosciuti e non, durante l’arco di un anno. Questa possibilità, secondo me, darebbe un impulso di crescita notevole e costituirebbe un punto d’incontro essenziale per la crescita sia artistica sia culturale in generale.

S. Attualmente su che progetti stai lavorando?

Marco: In questo periodo non sto lavorando su soggetti particolari poiché ho terminato nei primi giorni di luglio, i miei impegni d’insegnante di disegno e pittura presso l’Associazione Delfino ONLUS. Un’associazione che si occupa da diversi anni del supporto a persone con diversi tipi di disabilità, e coinvolgendoli periodicamente in progetti di lavori manuali come la pittura, il disegno, la decorazione su vetro, e altri lavori creativi, si riesce a far trascorrete alcune ore ogni settimana, riuniti in un’aula attrezzata con banchi, sedie armadi per il materiale didattico etc. dove esprimono le loro idee, nella realizzazione di numerosi lavori che alla fine sono molto originali, particolari e interessanti sotto l’aspetto della scelta cromatica che ognuno mete in pratica per portare a termine Il proprio elaborato, ovviamente, sempre con la guida dell’insegnante che li aiuta a migliorarsi con il tempo senza snaturare la loro idea creativa. Ho diversi lavori già incominciati e fermi a diverse fasi tra di loro, e sono tutti da completare. Nel frattempo mi riorganizzo le idee e appena verrà il momento giusto di trasformarle in quadri riprenderò in mano i pennelli e cercherò di impostare qualche nuovo soggetto da portare a conclusione.

S. Cosa ti auguri per il prossimo futuro?

Marco: Un mio desiderio sarebbe di poter avere di nuovo del tempo sufficiente per riprendere la mia ricerca personale su nuove tecniche pittoriche adatte al mio temperamento, e realizzare poi delle nuove dimensioni, più grandi di quelle normalmente usate fino ad ora per i miei quadri, dove sperimentare nuovi modi di espressione artistica seguendo meno il supporto grafico e lavorando sugli effetti di colore e sull’atmosfera ricca di sfumature che già immagino, essere ugualmente adatta per trasmettere le mie emozioni di sempre

INTERVIEW WITH MARCO PASCALIS

 

We know today an artist with a capital A, well known and appreciated in our area and beyond, Marco Pascalis from San Gavino. A life in art which has always devoted himself body and soul, like a mission, a final end and a personal expressive language but easily understandable, in fact has always reaped the fruits of this passion and this craft. After experimenting with various styles and expressions, today is dedicated to surrealism, creating works really delve uniche.Per I refer you to his site, www.marcopascalis.it

S. Marco, how did the love for art?

Marco: I was born with me, I consider it a gift that I was given by the Creator so with my personal growth, over the years I could grow it and use it as a communication tool of the beauties of creation and as a means of complaint, under artistic form , of many, too many distortions, social injustice and the many abuses that man said so modern, even today operates worldwide using excessively and with environmental pollution outrageous methods, the non-respect of the forms of life on this beautiful planet we all together to countless species of animals, insects, birds of each species, vegetation and seas and oceans filled with countless and imaginative forms of life of which we still know very little, which is not given proper attention and respect of ‘ environment in which they live and often are destroyed in the name of “scientific progress”. There is nothing more absurd and wrong in this way to make modern man. Now are already visible in an increasingly clear and globally, the reactions of the planet earth that is rebelling downloading all that prevents its normal peaceful evolution, by downloading on the various forms of energy that it owns and can administer at will as, the intensification of rains, lightning, floods, earthquakes, tsunamis, tornadoes increasingly destructive where man has created the settlements as cities or towns which create a very negative impact on ancient environmental balance that does not they are never taken seriously. Then every year they make the estimates of the big loss incurred by these abnormal weather conditions, but nevertheless it continues stupidly to follow the same path of the financial interests of certain influential and rich people, but not yet to make a real decision for change and coexistence that is oriented primarily towards the respect for nature and all forms of life which had shelter and sustenance.

S. How did your artistic career?

Marco: I can say that it all started in 1970 when I joined the Institute of Art School of Oristano as I felt the need to learn the painting techniques that were taught and in this way I could express myself better carrying out my personal issues so that down more correct only the profile of the art and at the same time be more communicative towards anyone could keep my drawings or my paintings in different techniques used. Dates back to 1972, my first group exhibition of painting staged at the hall annexed to the Franciscan convent of San Gavino Monreale. I was left with the memory of a very diverse artistic event and my first encounter with the audience and exciting at the same time important and rewarding for the many questions about my paintings and my subjects. Since then I can say that they were a few years when I have not participated in the usually art exhibitions nl practical difficulties finding each time the suitable premises to host a group exhibition for eight or ten-day average.

S. From the origins to the present, how it has changed and has become?

Marco: Since the early years of contact with the public, I became even craftsman-framer both a passion for different types of wood that I have come to know and work during my years of study at the Institute of Art of the State Oristano, since I attended the wooden section for five years. This led me to appreciate all types of wood for its quality, the way you work it, the color, the veins and the scent that many woods have also very strong, and that characterizes them and makes them love you more. The being was the framer of myself and if necessary also to all those people who over the years have entrusted to me for framing their paintings, prints, graphics or other copyright, allowed me to save on the cost frames, personally choose the frames that were of good quality and durability and complete to my taste with the choice I thought was most suitable for the type and color of the mat, which for the finish and rod size, which allow me to make more visible and valued, my picture with the message that was transmitted in the most pleasant way possible to the observer’s eye. Of course, over the years, even my techniques have been refined and my subjects have become more elaborate and rich in details. This allowed me to express myself better and make me appreciate more from those who have had the opportunity to visit my exhibitions, and in particular I noted, with pleasure, that people who appreciate my subjects made a surreal, increased by number and are much more careful to observe and appreciate the many subjects that I was able to present in various exhibitions I attended in recent years. Earlier, in my shows, I tended to present the two kinds of painting which still express myself, separately; the figurative and surreal genre. Now I can say that for several years now, the two genres are fused together almost naturally. Using the figurative to express myself so surreal and more comprehensible to the viewer my pictures eyes. This evolution was not expected even in the early years of my shows and I can say it was a turning point of evolution occurred naturally, as indeed is natural, and it happens to all those who paint for a long time and with perseverance to see an evolution in everything they carry with feeling.

S. Which artist or art form inspired you in particular?

Marco: I think any particular one. As artists have always loved and appreciated the great geniuses of the past such as Michelangelo, Leonardo, Raphael, and I always liked the colors and the lights of Impressionist painting. I tried, however, to remain detached as possible from the influences of other artists, including contemporary ones, and I appreciate different, to best express my ideas and implement them by following my luggage notional and anyway what could I pass the school that I attended, which was essential for my proper training; but looking at the same time, always detach myself more to express my ideas, my feelings and my strongest emotions in my own way, and costruendomi a personal technique which eventually had to be able to make me easily recognize as the author can not be confused with other artists of my paintings and my drawings.

S. How would you define your artistic work today?

Marco: I can say that I try to interpret it through my paintings and graphics, my emotions, the most important feelings that I live every day, and like everyone else, frustrations, injustices and abuses that each day we live and we look around the world , is perpetuated on the people most vulnerable and defenseless on both the animal and plant world in a thousand ways the men who govern and unscrupulous multinationals continue to exploit and destroy heedless of the strong environmental imbalances that have created and continue to create, as if they were the masters of the planet, feeling free to do whatever havoc that the power and the money they have allows you to do. I understand and I share the different emotions I feel and then I try the technique and the support that I think best suited to communicate to all, through my monochrome drawings and my paintings, the representation of new forms of life, always taking inspiration from reality and from ‘observation of nature, trees, vegetation, fruit, observation of our natural environments, in which I try to give a new life and new hybrid forms both in the vegetation in general and in the new fruits generated in consideration of the many and strong types of pollution created so unconscious by some scientists who have genetically altered the nature of money, also because of too many nuclear tests and the many poisons sprayed every year over crop fields. Today’s farmers have cut out of greed, that relationship of love and respect for nature that distinguished a time not so far away, the way of farming, knowing that if the land is loved and respected you always give good fruit, while now, I broke this balance, it is much harder to get the healthy fruit for the nourishment of the people, who for the most part are forced to feed on contaminated food and that over the years, leading increasingly new and terrible disease, once non-existent, from which it is often impossible to heal. This is why we see more and more frequently to the premature disappearance of children born with strange deformities, men, and increasingly women, including young ones get sick and die often leaving their families and children still in need of the Mother’s presence for a more natural and balanced growth . All these reflections to pour into my paintings and represent always following my creative instinct to give more strength and communicative impact that remains unchanged over time. When I finish a painting and I am going to add my name, I feel more satisfied inwardly, knowing that he had created and made visible my idea that I would have otherwise had to keep inside me. This way, for me, the most natural and immediate to compare myself with people through my tiny crumbs of art, satisfies me and encourages me to continue in my way with the awareness of being on a right way to communicate messages and reflections on our present way of life, which I think is important for everyone.

S. In your opinion what could be done more for the development of art and for the protection of the artists?

Marco: Here you enter by force of circumstances in the responsibility of our political representatives and in their sensitivity to the problem. You could do in the time, all of the investment required to create a specific cultural centers for all forms of artistic manifestation that our young people even with little experience, along with the artists who have already made the exhibition of their works for several years, thus enriching their experience. The constructive dialogue with the new trends and new ideas, some good, others less so, but this would be the source of a healthy discussion for a continuous intellectual growth of all participants. Having the availability of use of large rooms where people meet, discuss, and exhibit in an exhibition hall designed and used properly lit, their creations throughout the year. An exhibition hall where those seeking a space to exhibit their work can always find it available, subject to monthly schedule to ensure that the same space can be used for a limited time and then leave the same space in another creative, which can be, a graphic designer, a painter, a sculptor of wood or stone. This way you can give a chance to put in a lot of artists, and not already known, during the span of a year. This possibility, in my opinion, would give an impulse of remarkable growth and constitute an essential meeting point for growth is both artistic culture in general.

S. Currently on what projects are you working on?

Marco: In this time I’m not working on particular subjects because I finished in the first days of July, my teacher of drawing and painting at the Dolphin commitments NGO Association. An association that has been working for several years of support to people with different types of disabilities, and involving them periodically in manual labor projects such as painting, drawing, glass decoration, and other creative works, it manages to spend some hours each week, gathered in a classroom equipped with desks, chairs, cabinets for teaching material etc. where they express their ideas, in the creation of numerous jobs at the end are very original, unusual and interesting in terms of chromatic choice that everyone in practice goals to complete its report, The, of course, always with the teacher’s guidance which helps them to improve with time without altering their creative idea. I have several works already started and stopped at different phases with each other, and are all to be complete. Meanwhile I reorganized my ideas and just be the right time to turn them into paintings will take up his brushes in hand and try to set some new subject to be bring to a conclusion.

S. What do you hope for the near future?

Marco: A My wish would be for my paintings to have again enough time to get my personal research on new techniques suited to my temperament, and then create new dimensions, greater than those normally used until now, where experimenting with new ways of artistic expression in a slightly more graphic support and working on the effects of color and atmosphere rich in nuances that already imagine, be equally suitable to convey my emotions ever

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