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Mar 22

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INTERVISTA A DANIEL TAROZZI–INTERVIEW WITH DANIEL TAROZZI

INTERVISTA A DANIEL TAROZZI

Conoscere Daniel Tarozzi è importante e pùò fare la differenza, capire le sue motivazioni e i suoi ideali che arrivano da una profonda consapevolezza di sè come essere umano unito indissolubilmente all’ambiente, come tutti noi, che forse non ancora abbiamo bene realizzato quanto questa unione sia profonda a tutti i livelli della vita, fisica, spirituale ed emotiva. Come le nostre azioni anche se ci appaiono piccole e prive d’importanza abbiano invece un enorme impatto sulla nostra vita attuale e sulla vita futura di chi ci seguirà.. Il suo messaggio, è fortemente positivo, è una fonte d’ispirazione che credo faccia riflettere e capire che seppur piccoli, nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa, come chi sta già facendo un cambiamento di rotta e di mentalità, nonostante i media e “il pensiero comune” ci facciano pensare le solite frasi fatte, trite e ritrite e sopratutto NON VERE. Ad esempio: “ormai è tutto in mano alle multinazionali”, ” senza soldi non si può far nulla”, ” il popolo non ha potere sulle questioni ambientali”,” ecc ecc

Daniel ha studiato a Roma, all’Università La Sapienza, è laureato in scienze della comunicazione, giornalismo d’inchiesta,è direttore responsabile e fondatore di Terranauta.it, l’informazione eco-logica, direttore e fondatore di Il Cambiamento, dal virtuale al reale, giornalista e fondatore di Italia Che Cambia, è fotografo e video maker, ha creato Insolito Cinema, e ha da poco pubblicato “Io faccio così”, per Chiarelettere, un libro che parla del suo viaggio in camper in tutte le regioni italiane dove ha incontrato le persone “nuove” che pensano in modo differente.

Ecco le sue parole per la campagna Italia Che Cambia, media partner del Festival della Lentezza, da anni compagni di viaggio dei Comuni Virtuosi.

Esiste un’altra Italia, diversa da quell’immagine di crisi e indifferenza che i mass-media ci restituiscono ogni giorno. E’ fatta di uomini e donne che costruiscono un paese migliore, più sostenibile, più rispettoso delle persone, del territorio e delle nostre mille culture. Il nostro obiettivo è quello di mettere in rete tutte le realtà virtuose che esistono sul territorio italiano per fare in modo che si creino delle sinergie a livello locale e a livello tematico. Abbiamo preparato proposte concrete. Stiamo mettendo insieme migliaia di cittadini, offriamo strumenti di collaborazione che dimostrano che un altro cammino non solo è possibile,ma è già reale e funziona molto meglio per tutti.

Ma quante persone servono per innescare un vero cambiamento di massa?Esiste un punto critico pari all’uno per cento della popolazione, oltre il quale un cambiamento di massa si espande esponenzialmente, fino ad arrivare al 10% della popolazione, per trasformarlo in un cambiamento sociale duraturo. Un percento in Italia sono 600.000 persone. Stiamo costruendo un esercito di 600.000 change-makers che partecipino attivamente e portino un cambiamento concreto nel proprio paese.

VISIONE+COLLABORAZIONE+AZIONE= CAMBIAMENTO

Daniel, parlaci delle tue esperienze di studio e di vita
All’università ho studiato comunicazione con una tesi sul giornalismo d’inchiesta e sul perché si facesse sempre meno. Mi chiedevo, nel 2001, se il web avrebbe cambiato le cose. Quindici anni dopo, per fortuna, posso dire che sì il web ha cambiato tutto! Poi ho studiato giornalismo ambientale, televisione, permacultura, transizione, decrescita, fotografia e molto altro. Sono partito da una sensibilità ambientale e via via ho allargato la mia richiesta ai temi eco-sociali rendendomi conto che non ha più senso separare ambiente, salute, economia, alimentazione, discriminazioni. Sono tutti temi intrecciati e inesorabilmente legati. Quello su cui possiamo e forse dobbiamo agire è l’approccio all’esistenza, trasformando profondamente il paradigma culturare in cui siamo nati e cresciuti, minando il pensiero vigente alle sue fondamenta!

Come e’ nato il tuo grande progetto Italia che cambia.org?

Difficile trovare un momento in cui è nato. La prima idea l’ho sviluppata un freddo gennaio del 2011, ma poi l’ho dimenticato per oltre un anno. Poi nel settembre 2012 sono partito con il camper per girare l’Italia. Sette mesi e sette giorni in tutte e venti le regioni per incontrare e conoscere chi “si è assunto la responsabilità della propria vita senza aspettare che qualcuno lo faccia al suo posto”. E’ stata una sorpresa continua! Impossibile racchiudere qui quanto ho visto. Ci ho scritto un libro, Io faccio così, per Chiarelettere, e poi – con un gruppo di colleghi – ho continuato il racconto sul web sul sito www.italiachecambia.org che oggi racconta, mappa e mette in Rete il Paese che agisce e reagisce

Sei fotografo e videomaker , sei molto attivo nell’ambito multimediale sopratutto per diffondere questi temi.. 

Sono videomaker da sempre. Ho fatto anche l’autore televisivo e ritengo l’audiovisivo uno strumento importantissimo per rappresentare queste realtà e questi mondi. Ora lo porto anche in teatro…

Cosa pensi della situazione del territorio Italiano attualmente e cosa potremmo fare come primo passo per migliorare?

L’Italia è un Paese molto migliore di quello che pensiamo e di quello che ci mostrano i mass media. È costellato di associazioni, imprese, movimenti, singoli e gruppi che realizzano progetti straordinari grazie alle reti di persone. Progetti in periferie difficili, in territori di mafie, in campagne abbandonate. Un Paese fatto di gente che sogna l’impossibile e lo realizza!

Quello che dovremmo fare, prima di tutto, è osservare, raccontare, valorizzare e copiare da chi sta realizzando progetti che funzionano e poi aiutarli a fare sistema. Quello che dovrebbe fare il governo è favorire questo tipi di processi o quanto meno smettere di ostacolarli

Hai da poco pubblicato un libro, ce ne vuoi parlare?

Ne ho accennato prima. Si chiama Io Faccio Così e racchiude il racconto di quei primi sette mesi di viaggio in camper. Ho deciso di intraprendere questo viaggio e di scrivere poi un libro che lo racchiuda per tre motivi:

1) Una motivazione professionale: sono stanco di scrivere e raccontare sul web senza incontrare realmente le persone di cui parlo, a cui penso.

2) Una motivazione ideale: ci sono molti libri che raccontano le singole esperienze, ma manca qualcuno che le metta in relazioni, le incornici, le unisca tra loro. Senza pregiudizi e senza esserne un portavoce.

3) Una motivazione personale: voglio capire se esiste davvero la possibilità di un mondo diverso o devo arrendermi alla decadenza raccontata quotidianamente dai mass media.

(sul sito trovi altri materiali se vuoi)

Ormai da tempo si e’ capito (forse non in tutti gli ambienti) che e’ necessario eliminare l’uso di prodotti chimici nei campi, forse pero’ in questo senso non tutti trovano il supporto necessario

Purtroppo no. Come dicevo prima le leggi spesso non sono non agevolano queste persone la me ostacolano. La burocrazia è folle e favorisce sempre gli interessi dei pochi ai danni dei molti. Non possiamo e non dobbiamo arrenderci però! Insieme possiamo cambiare le cose.

La conservazione della biodiversita’, il rispetto del territorio, la preferenza per le piante autoctone, la conservazione dei semi, come si arriva a tutto questo?

Cominciando dal proprio stile di vita, dai propri acquisti, dalla propria alimentazione, dal proprio modo di viaggiare, spostarsi, fare la spesa.

Parliamo di energia, in questo settore cresce piano piano la consapevolezza della necessita’ di un cambiamento ..

Anche qui, si potrebbe fare tantissimo. Si spreca quasi il 70% di energia in Italia. Prima di cambiare fonti cominciamo ad abbattere gli sprechi. Quelli individuali e quelli collettivi. Diventeremo più ricchi e più eco-logici.

Cosa consigli alle persone che sentono il bisogno e l’urgenza di ricongiurgersi alla natura?

Fatelo immediatamente. Io, dopo 38 anni di attesa, mi sono finalmente trasferito in mezzo ai monti e la gioia è stata totale. La Natura, comunque, si può ritrovare anche in città, in un parco, nello scodinzolio di un cane, nel canto di un uccello, nelle foglie di un albero, in un cielo azzurro, o piovoso. È ovunque, è anche nel nostro vicino, che tanto ci sta antipatico e che invece è un essere vivente fragile e scosso che merita il nostro amore come ogni altra creatura vivente.

In ultima analisi cosa ti auspichi per il futuro del mondo e del territorio?

Un mondo di persone consapevoli e responsabili che smettano di delegare, che si riconnettano con le proprie orgini e che vivano nel rispetto delle altre creature umane, animali e vegetali.

INTERVIEW WITH DANIEL TAROZZI

Knowing Daniel Tarozzi is important and can make a difference, to understand his motives and ideals that come from a deep awareness of himself as a human being indissolubly linked to the environment, as we all do, that perhaps we have not yet realized how well this union is deep at all levels of life, physical, spiritual and emotional. How our actions even if they appear small and unimportant rather have a huge impact on our present life and the future lives of those who will follow us .. His message, it is strongly positive, it is an inspiration that I do reflect and understand that even small, in our small way we can do something, like someone who is already making a change of course and mentality, despite the media and “the common thought” make us think of the usual cliches, hackneyed and especially NOT TRUE. For example: “now it’s all in the hands of multinationals”, “without money you can do nothing”, “the people have no power over environmental issues”, “etc. etc.
Daniel studied in Rome, La Sapienza University, a degree in communication sciences, journalism, is managing director and founder of Terranauta.it, eco-logic data, director and founder of The Change, from the virtual the real, journalist and founder of Italian that Change, is a photographer and video maker, has created Unusual Films, and has recently published “what I do”, for Chiarelettere, a book about his trip to campers in all Italian regions where he met the people “new” who think differently.

Here are his words for the Italian Campaign That Change, media partner of the Slow Film Festival, for years traveling companions of the virtuous community.

There is another Italian, different from that image of crisis and indifference that the media give us every day. It ‘made up of men and women who build a better country, more sustainable, more respectful of the people, the land and our thousand cultures. Our goal is to network all virtuous realities that exist on Italian soil to make sure that you create synergies at the local and at the thematic level. We have prepared specific proposals. We are putting together thousands of citizens, we offer collaboration tools that demonstrate that another path is not only possible, but is already real and it works much better for everyone.
But how many people are needed to trigger a true mass change? Is there a critical point equal to one percent of the population, over which a change in mass expands exponentially, up to 10% of the population, to turn it into a change lasting social. One percent in Italy are 600,000 people. We are building an army of 600,000 change-makers who actively participate and bring a positive change in their own country.

VISION COLLABORATION + + ACTION = CHANGE

Daniel, tell us about your experiences of study and life

At university I studied communications with a thesis on investigative journalism and why you ever did without. I was wondering, in 2001, if the web would change things. Fifteen years later, luckily, I can say that yes the web has changed everything! Then I studied environmental journalism, television, permaculture, transition, decline, photography and much more. They started with an environmental sensitivity and gradually I extended my request to the eco-social issues realizing that no longer makes sense to separate the environment, health, economy, power, discrimination. Are all interwoven themes and inexorably linked. One on which we can and maybe we need to act is the approach to existence, profoundly transforming the culturare paradigm in which we were born and grew up, undermining the prevailing thought to its foundations!

How and ‘did your big  project italia che cambia.org?

Hard to find a time when it is born. The first idea I developed a cold January of 2011, but then I forgot it for over a year. Then in September 2012 I started with the camper to get around Italy. Seven months and seven days in all twenty regions to meet and get to know who “has taken on responsibility for their own lives without waiting for someone to do it in his place.” It ‘been a constant surprise! Impossible to include here what I saw. We’ve written a book, I do so for Chiarelettere, and then – with a group of colleagues – I kept the story on the web site on www.italiachecambia.org today tells, map and puts the country on the Net that acts and reacts

You are a photographer and video maker, you are very active in media especially to spread these issues ..

Videographers are always. I also made the television writer and I think the audiovisual a very important tool to represent these realities and these worlds. Now I carry it even in the theater …

What do you think of the current situation of the Italian territory and what we could do as a first step to improve?

Italy is a much better country than we think and what they show us the mass media. It is full of associations, businesses, movements, individuals and groups who make extraordinary projects with goals of people. Projects in difficult neighborhoods, in the territories of mafias, in abandoned campaigns. A country made up of people who dream the impossible and realizes it!
What we should do, first of all, you see, tell, highlight and copy on who is implementing projects that work and then help them make system. What should the government do you favor this type of job, or at least stop hinder

You have just published a book that you want to talk?

I have mentioned before. So it does is called I and contains the story of those first seven months of traveling in a camper. I decided to undertake this trip and then write a book that encompasses it for three reasons:
1) A professional motivation: I’m tired of writing and telling on the web without actually meeting people I am talking about, I think about.
2) A perfect reason: there are many books that tell the individual experiences, but there is someone who puts in relationships, incornici, the join between them. Without prejudice and without being a spokesperson.
3) A personal motivation: I want to see if there really is the possibility of a different world and I have to surrender to decay daily told by the mass media.
(On the site you can find other materials if you want)

For some time now, and it ‘understands (perhaps not in all environments), and that’ need to eliminate the use of chemicals in the fields, perhaps but ‘in this sense are not all the necessary support

Unfortunately not. As I said before the laws are not often do not facilitate these people to hinder me. Bureaucracy is crazy and always favors the interests of the few against the many. We can not and we must not give up though! Together we can change things.

The conservation of biodiversity ‘, respect for the land, the preference for native plants, seed saving, as you come to this?

Starting with their own lifestyle, by their purchases, from the diet, the way you travel, move, do the shopping.
We talk of energy in this sector is growing slowly the awareness of the need ‘for a change ..
Here, too, you could do a lot. It is wasted almost 70% of energy in Italy. Before changing sources begin to reduce waste. Those individual and collective. We will become richer and more eco-logical

What advice to people who feel the need and the urgency of connect from nature?

Do it immediately. I, after 38 years of waiting, I finally moved to the middle of the mountains and the joy was total. Nature, however, can also be found in the city, in a park, in the wag of a dog, in the song of a bird, in the leaves of a tree, in a blue sky, or rainy. It is everywhere, even in our neighbor, that there is so obnoxious and that instead it is a fragile living and shaken that deserves our love like any other living creature.

Ultimately what you auspichi for the future of the world and of the territory?

A world of people aware and responsible, that they cease to delegate, they reconnect with their orgini and to live in accordance with other humans, animals and plants.

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