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ENERGIA COOPERATIVA di Sergio Ferraris–COOPERATIVE ENERGY from Sergio Ferraris

SISTEMA ENERGETICO
Energia cooperativa
L’energia in cooperativa stenta a decollare in Italia per motivi normativi, ma potrebbe svilupparsi molto

scritto da il 28 novembre 2016 alle 18:04 | 0 commenti

Energia cooperativa
Mezzo milione d’italiani non sono pochi. Ma rappresentano solo l’inizio dell’associazione tra cittadini per la produzione d’energia. Anzi il consumo d’energia autoprodotta in cooperativa. E oltre a ciò si tratta d’energia rinnovabile e che taglia la bolletta del 30% rispetto ai prezzi medi di mercato. Lo ha detto Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, intervenendo al workshop Energia e cooperazione organizzato da Confcooperative e che si è svolto al Palazzo della Cooperazione a Roma.

«Sono 421 le cooperative che producono energia per 500 mila persone – ha precisato Gardini – il 63% delle cooperative che producono energia è attiva nel settore agroalimentare, il 22% in quello delle utilities, il 5,5% nel settore industriale e delle costruzioni e il 4% nella distribuzione commerciale. Con la produzione di energia pulita le cooperative contribuisco all’attuazione degli obiettivi di COP21 e ad Agenda 2030 su clima e sostenibilità».

Il connubio tra energia e cooperazione, nel mondo, ha una storia robusta e consolidata. Una delle imprese mutualistiche con più soci al mondo è la statunitense Nreca (National Rural Eletric Cooperative Association), cooperativa promossa nel 1935, in piena crisi a seguito del crollo del 1929, dal presidente Roosevelt, e che oggi conta ben 42 milioni di cittadini, tra i suoi iscritti. Una realtà che conta parecchio, visto che senza il suo lavoro il Midwest americano si ritroverebbe paralizzato e al buio. Stessa sorte toccherebbe a molte imprese e famiglie dell’arco alpino che invece durante il black out del 28 settembre 2003 hanno avuto energia elettrica, mentre il resto del paese era al buio. In queste zone le cooperative riescono a produrre energia in modo sostenibile sia dal punto di vista economico e si tratta di territori precari e duri da gestire nei quali le aziende tradizionali avrebbero una vita dura. Ma il mutualismo unito l fatto di non dover dipendere dagli azionisti, in realtà rendono possibile una fornitura energetica vicina ai cittadini.

Le cooperative “energetiche”, in Italia, sono localizzate prevalentemente nelle regioni settentrionali: 1 su 3 ha sede in Trentino Alto Adige; il 20% in Emilia Romagna seguono Lombardia, Veneto e Piemonte con il 10% ciascuno. «Tra le cooperative di grandi dimensioni – conclude Gardini – il 20% produce energia. E l’energia cooperativa oltre a essere sostenibile e più economica produce anche posti di lavoro. Sebbene, infatti, per numero le cooperative rappresentino circa il 4% degli operatori, in termini occupazionali impiegano il 12% del totale degli occupati di tutte le imprese attive nel settore energetico. Le società di capitali, pur rappresentando il 76% degli operatori occupano solo il 19% della forza lavoro complessiva». Insomma utilizzando il modello cooperativo nel settore energetico i vantaggi non sono solo per la bolletta e l’ambiente, ma anche per il mondo del lavoro. Peccato che la generazione in questa forma, ossia quella cooperativa oggi trovi ancora della grandi difficoltà sotto al profilo autorizzativo e normativo. Cose che, in realtà, ne impediscono uno sviluppo organico e strutturato.

SVILUPPO RINNOVABILI

Rinnovabili: un altro sviluppo è possibile

Superare la crisi delle rinnovabili in Italia, sviluppando il mercato e garantendo equità verso i dipendenti. Questo è ciò che ha fatto Convert

Scritto da il 02 gennaio 2017 alle 9:00

Un’altra via di sviluppo è possibile. Ricerca, sviluppo e internazionalizzazione si sono tradotti nella triplicazione dei ricavi che hanno consentito alla società romana, la Convert, che opera nel settore delle energie rinnovabili, di dare due mensilità in più ai propri dipendenti.

«I dipendenti – afferma Giuseppe Moro, presidente e fondatore di Convert – sono la nostra vera ricchezza e asset strategico, se chiediamo il loro impegno per raggiungere determinati obiettivi e li raggiungiamo trovo naturale che vadano ricambiati»

Quattro anni fa, nel2012, l’azienda aveva pagato l’Ici-Imu prima casa ai suoi dipendenti, tranne che ai dirigenti dando priorità a quelli con figli a carico. E ora, superata la crisi del fotovoltaico del 2014 e chiudendo l’anno con un aumento del 300% dei ricavi, ossia circa 43 milioni, Mol di 7 milioni e Ebitda intorno al 14%, l’azienda ha deciso di premiare ancora i dipendenti.

Sul fronte dell’innovazione l’azienda nel2016 habrevettato il tracker TRJ  che è un inseguitore monoassiale, ossia una struttura di sostegno che movimenta i pannelli fotovoltaici allineandoli alla posizione del Sole nel corso della giornata, cosa che permette rendimenti energetici nettamente superiori ai sistemi che utilizzano pannelli fissi.

«Quest’anno – prosegue Moro – abbiamo fatto uno sforzo enorme per produrre e consegnare 500 MW di prodotto che significa aver fornito una copertura per impianti di circa1000 ettari. Abbiamo prodotto e consegnato circa trentamila tonnellate di acciaio, cinquemila quadri elettronici di controllo e cinquantamila azionatori/motori. I nostri tecnici hanno supportato i clienti dalla Cina, al Cile, dal Brasile all’India come al Sud Africa ed ora stiamo sviluppando e concordando forniture in Zambia, in Marocco, in Giordania, Colombia e Argentina”. Rinnovabili, sviluppo ed etica, quindi, perché di etica si tratta, sono possibili. Una bella differenza rispetto a note aziende che usano l’innovazione e lo sviluppo di mercato per ridurre il lavoratori, cercare il lavoro nei paesi a più basso costo e accumulare gli utili a livello bancario, non reinvestendoli.

di Sergio Ferraris per Tekneco

ENERGY SYSTEM
energy cooperative
The energy cooperative is struggling to take off in Italy for legal reasons, but it could grow much
Written by Sergio Ferraris November 28, 2016 at 18:04

energy cooperative

Half a million Italians are not few. But only represent the beginning of the association of citizens for the production of energy. Indeed, the consumption of power supply produced in the cooperative. And besides that it is renewable energy, and that cuts the bill by 30% compared to the average market prices. He said Maurizio Gardini, President of Confcooperative, speaking at the workshop energy and cooperation organized by Confcooperative and which took place at the Palace of Cooperation in Rome.
“They are 421 cooperatives that produce energy for 500,000 people – said Gardini – 63% of the cooperatives that produce energy has been active in the food sector, 22% in the utilities, 5.5% in industry and construction and 4% in commercial distribution. With the production of clean energy cooperatives to contribute to the implementation of Agenda 2030 and COP21 goals on climate and sustainability. “

The combination of energy and cooperation in the world, has a strong and established history. One of the mutual business with more partners in the world is the US NRECA (National Rural Electric A Cooperative Association), cooperative promoted in 1935, in a crisis following the collapse of 1929, by President Roosevelt, and now has 42 million citizens, among its members. A reality that counts a lot, because without his work the American Midwest would find itself paralyzed and blind. Hands and arms but to many businesses and households in the Alps instead during the blackout of September 28, 2003 have had electricity, while the rest of the country was in the dark. In these areas the cooperatives are able to produce in a sustainable energy both from the economic point of view and it is precarious and hard to manage territories where traditional companies would have a hard life. But mutualism joined the fact of not having to depend on shareholders, in reality make possible a nearby energy supply to citizens.

The “energy” cooperatives, in Italy, are located mainly in the northern regions: 1 to 3 is based in Trentino Alto Adige; 20% in Emilia Romagna follow Lombardy, Veneto and Piedmont with 10% each. “Among the large cooperatives – said Gardini – 20% produces energy. And the cooperative energy as well as being sustainable and cheaper also produces jobs. Although, in fact, for many cooperatives account for about 4% of the operators, in terms of employment employ 12% of total employment by all companies active in the energy sector. Corporations, while representing 76% of the operators occupy only 19% of the total workforce. ” In short, using the cooperative model in the energy sector the benefits are not just for the bill and the environment, but also for the world of work. Too bad that the generation in this form, namely the cooperative still has the great difficulties under the profile and regulatory authorization. Things that, in fact, hinder an organic development and structured.

DEVELOPMENT RENEWABLE
Renewable: Another development is possible
Overcoming the crisis of renewables in Italy, developing the market and ensuring fairness to employees. This is what he did Convert
Written by Sergio Ferraris January 2, 2017 at 9:00 am

Another developing is possible. Research, development and internationalization have resulted in the tripling of revenues which enabled the Roman society, the Convert, which operates in the renewable energy sector, to give two months more to their employees.
“The employees – says Giuseppe Moro, president and founder of Convert – are our true wealth and strategic asset, if we ask for their commitment to achieve certain goals and achieve them find natural that go reciprocated”
Four years ago, nel2012, the company had paid the ICI-IMU first house to his employees, except to executives giving priority to those with dependent children. And now, after the crisis of photovoltaics in 2014 and ending the year with a 300% increase in revenues, or about 43 million, EBITDA of 7 million and EBITDA of around 14%, the company has decided to reward employees still .
On the innovation front, the company in 2016 patented the tracker TRJ which is a single-axis tracker, that is a support structure that moves the solar panels by aligning the position of the Sun in the day, which allows systems to significantly higher energy yields using fixed panels.
“This year – continues Moro – we made a huge effort to produce and deliver 500 MW of product that means providing a cover for about 1000 hectares of plants. We have produced and delivered about thirty thousand tons of steel, five electronic control panels and fifty thousand actuators / motors. Our technicians have supported customers from China to Chile, from Brazil to India and South Africa and now we are developing and agreeing on supplies in Zambia, Morocco, Jordan, Colombia and Argentina. ” Renewable, development and ethics, then, because it is ethical, are possible. A big difference compared to known companies that use innovation and market development to reduce the workers to look for work in countries with lower costs and earn profits in the banking level, not reinvesting.

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